Care colleghe e cari colleghi,le domande sono come dei paesaggi, e sapere significa dimorare in questi luoghi…
Stiamo assistendo, soprattutto negli ultimi tempi, all’improvvisa accelerazione delle Compagnie italiane sulla distribuzione delle polizze danni attraverso il canale bancario e tante banche si sono ridenominate banca-assicurazione.
E’ il caso di Intesa Sanpaolo, ad esempio, che aspira, nel giro di qualche anno soltanto, ad assurgere un ruolo di primo piano come player italiano assicurativo, ma altrettanto stanno attuando UNIPOL (con il tramite degli sportelli BPER) e Cattolica (con Banco Bpm); senza tralasciare ovviamente Poste Italiane che con i suoi sportelli aperti in qualsiasi località del territorio nazionale (è la rete più capillare presente sul territorio, pensate che si hanno più sportelli postali che stazioni dei carabinieri) spingono sulla raccolta danni (con un occhio vigile sull’Rca in attesa di qualche accordo).
Eppure, nonostante tutto, la categoria degli agenti di assicurazione resiste a tutte queste onde d’urto. Certo, è necessario un livello di competenza sempre più professionale: il vero valore aggiunto del nostro mestiere è rappresentato dall’essere attenti alle reali esigenze della clientela, persone o aziende, oggi svolgiamo più un lavoro consulenziale, siamo conoscitori e gestori dei rischi, elementi che mancano a qualsiasi sportellista o travet bancario o postale, che non ha e non avrà né le competenze né le conoscenze di un agente di assicurazioni.
Per queste nuove sfide da affrontare un aiuto lo riceveremo sicuramente dalla ormai sopravvenuta digitalizzazione dei processi, il cui obiettivo principale deve essere quello di offrire ad ognuno di noi l’immediatezza delle soluzioni e la semplificazione delle procedure a favore dei nostri clienti.
La chiave del successo è quindi ridurre le barriere del digitale, ampliare le proprie conoscenze: essere, insomma, al passo con i tempi che ci attendono, dove il tempo, rispetto a quello dei nostri inizi professionali, corre sempre più veloce e ha bisogno di altrettanta rapidità nelle risposte da dare.
Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere……
Buona lettura a tutti.
Roberto Iannelli
Presidente Regionale Veneto
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