Anapa: 14 proposte per il rinnovo dell’accordo impresa agenzia. Appello ai gruppi agenti per un’azione condivisa
4 luglio 2025
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Quattordici proposte per rinnovare l’accordo impresa – agenti di assicurazione. A metterle sul tavolo è l’Anapa (Associazione nazionale di agenti professionali di assicurazione) all’indomani dell’assemblea annuale dell’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici).
“A ventitré anni dalla sua stipula, l’Accordo Nazionale Agenti del 2003 (ANA 2003) si configura come un documento obsoleto, anacronistico e inadeguato a gestire le profonde trasformazioni che hanno interessato il settore assicurativo e il ruolo dell’agente”, ha dichiarato il presidente Vincenzo Cirasola.
A tal fine, l’associazione – dopo aver approvato il bilancio consuntivo 2024 e il preventivo 2025, e dopo aver discusso altri temi rilevanti quali i servizi riservati agli associati da Enbass, l’arbitro assicurativo, lo Ius Variandi, e il ruolo dell’intelligenza artificiale nelle agenzie – ha elaborato una serie di proposte concrete per rilanciare l’accordo e ha rivolto un appello unitario ai Gruppi Agenti affinché si uniscano ad Anapa nella richiesta di riapertura del tavolo negoziale.
“Come Anapa, da tempo sollecitiamo con fermezza l’avvio di un tavolo negoziale con ANIA per redigere congiuntamente un accordo moderno, sostenibile e coerente con la realtà operativa attuale. Tuttavia, ogni tentativo si è scontrato con la rigidità del principio del “tutti o nessuno”, un approccio strumentale che ostacola ogni progresso”, ha aggiunto Cirasola.
I punti principali per la nuova proposta da condividere
I punti principali della proposta da condividere prevedono:
- No alla rivalsa a costo zero per le imprese: va superato un modello che garantisce alle compagnie la piena copertura senza alcun rischio economico.
- Piani di rivalsa in corso basati su ANA 2003 continueranno fino ad esaurimento, per non pregiudicare i diritti acquisiti.
- Un nuovo modello di indennità di fine mandato, con possibilità di abrogazione della rivalsa o, in alternativa, una riforma equa e progressiva.
- Interesse zero per i primi cinque anni di piano di rientro e tasso ridotto all’1,5% successivamente.
- Ammortamento con metodo classico (interesse semplice sulla rata annuale) anziché con il metodo “alla francese”, ritenuto illegittimo dal Tribunale di Lucca.
- Riduzione del 20% dell’indennità in caso di passaggio dell’agente a una compagnia concorrente.
- Esclusione dell’obbligo per il subentrante di versare l’anzianità all’uscente, che resta a carico della compagnia.
- Corresponsione del TFM basato sui risultati della propria impresa-agenzia, come avviene per i manager d’impresa.
- Premio di stabilità in sostituzione dell’anzianità, con ricalcolo dopo 1-2 anni in base all’andamento del portafoglio.
- Opzione tra valore del portafoglio o delle provvigioni come base di calcolo, come per i broker, che ricevono indennità molto più vantaggiose.
- Responsabilità solidale della compagnia in caso di mancata retrocessione delle provvigioni (art. 20).
- Adeguamento dei contributi al Fondo Pensione Agenti, fermi dal 2003.
- Tutela degli agenti-soci con revisione dell’art. 2-bis.
- Indennità per la gestione dei dati, patrimonio strategico delle agenzie.
L’appello: gruppi agenti chiedano ai propri ad un cambio di passo
Inoltre, Anapa chiede con fermezza ai gruppi agenti di unirsi in questa battaglia a favore di tutta la categoria.
“Non è accettabile che, da un lato, gli amministratori delegati delle compagnie riconoscano pubblicamente il ruolo strategico degli agenti e, dall’altro, si oppongano sistematicamente in sede Ania a qualsiasi revisione dell’accordo – dichiara l’associazione -. Questo atteggiamento ambiguo e opportunistico va superato. È il momento di uno scatto di dignità collettiva. I gruppi agenti devono mobilitarsi con coraggio, rivolgendosi ai propri amministratori delegati e sollecitando un cambio di passo. Non possiamo più accettare il principio del ‘tutti o nessuno’, né restare ostaggio delle posizioni più radicali o di chi ha disdettato l’accordo nel 2006 e ha poi ostacolato ogni riforma. Le trattative si fanno con chi è disposto a collaborare, non con chi le boicotta”.
“Il nostro obiettivo non è difendere l’indifendibile, ma costruire insieme qualcosa di migliore. Le proposte avanzate non sono dogmi, ma una base aperta a integrazioni, modifiche e miglioramenti. Tuttavia, serve una volontà politica che oggi sembra mancare. E non possiamo permettercelo. È ora di cambiare. Insieme”, conclude Cirasola.