Ius variandi, il confronto istituzionale parte da lontano: ANAPA era già intervenuta nel luglio 2025
30/09/2026
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Ius variandi, il confronto istituzionale parte da lontano: ANAPA era già intervenuta nel luglio 2025
Lo Sna si definisce la prima e unica rappresentanza degli agenti ad aver portato il tema davanti alle istituzioni. Ma ANAPA era già intervenuta formalmente nel luglio 2025 presso l’Antitrust

Sullo ius variandi lo Sna rivendica un primato piuttosto impegnativo e peraltro incomprensibile: essere stata «la prima e, ad oggi, l’unica rappresentanza degli agenti» ad aver portato il tema al centro di un confronto istituzionale dedicato. Lo scrive Sna Channel nel resoconto dell’incontro dello scorso 24 settembre con Ivass, a margine dell’audizione delle associazioni di rappresentanza degli agenti di assicurazione, convocata dall’Istituto per raccogliere contributi e osservazioni in vista del nuovo piano strategico triennale, quasi a voler fare della tutela della rappresentanza agenziale una gara tra le diverse rappresentanze.
La rivendicazione di un primato richiede però di verificare la cronologia degli interventi delle rappresentanze degli agenti. E, sotto questo profilo, la documentazione disponibile restituisce una sequenza diversa.
Secondo Sna Channel, il Sindacato Nazionale Agenti ha affrontato con l’Autorità il tema delle clausole che consentono alle compagnie di modificare determinate condizioni di polizza nel corso del rapporto. Il confronto del 24 settembre rappresenta quindi un passaggio nel dialogo istituzionale sullo ius variandi. Ma la questione era già stata portata all’attenzione di un’autorità indipendente da ANAPA Rete ImpresAgenzia.
L’associazione aveva infatti trasmesso il 7 luglio 2025 le proprie osservazioni all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’ambito del procedimento CV/273 «Allianz – Ius Variandi». Si trattava di un intervento formale nell’ambito di un procedimento istituzionale riguardante le clausole che consentono la modifica unilaterale delle condizioni dei contratti assicurativi.
Il documento era stato predisposto da un gruppo di lavoro di ANAPA Rete ImpresAgenzia, del quale facevano parte l’attuale presidente nazionale Roberto Arena, Giancarlo Locatelli e Diego Milani, con il supporto dell’avvocato Grisafi. Già allora l’associazione aveva individuato il nodo principale dello ius variandi: il possibile squilibrio contrattuale a danno del consumatore, di certo senza il clamore, sicura che tutela non significhi per forza esposizione mediatica.
Nelle osservazioni trasmesse all’Antitrust, ANAPA rilevava infatti che queste clausole possono consentire all’impresa di modificare unilateralmente condizioni originariamente pattuite senza un adeguato meccanismo di consenso e senza sufficienti garanzie sull’effettiva conoscenza delle variazioni da parte dell’assicurato. ANAPA aveva già messo a fuoco anche le conseguenze per gli agenti, richiamando gli effetti sul rapporto fiduciario tra intermediario e assicurato e l’aumento delle responsabilità e degli oneri informativi posti a carico della rete.
Una posizione che non era rimasta confinata alle osservazioni tecniche inviate all’Antitrust. L’allora presidente nazionale Vincenzo Cirasola, oggi Past President di ANAPA, aveva contestato le impostazioni che consentissero alle compagnie di modificare unilateralmente i contratti, rilevando il rischio di trasformare progressivamente rapporti assicurativi di durata più lunga in rapporti sostanzialmente annuali, con conseguenze sulla certezza contrattuale, sulla tutela degli assicurati e sul ruolo consulenziale dell’intermediario.
A distanza di oltre un anno, molti di quei temi si ritrovano nel resoconto dello Sna sull’incontro con Ivass: certezza delle regole, consapevolezza dell’assicurato, ricadute sull’attività dell’agente e sulla relazione con il cliente. Una sovrapposizione di temi che rende ancora più singolare quel «prima e unica».
Nulla di tutto questo toglie valore al confronto promosso da Sna con Ivass. Avere ottenuto un incontro specificamente dedicato allo ius variandi è un fatto e rappresenta un ulteriore passaggio nel confronto istituzionale su una materia che interessa direttamente agenti e clienti. Come fatto notare recentemente anche da altre testate giornalistiche, (vedi esempio Decontribuzione Sud) risulta difficile capire perché sia sempre necessario ergersi a unici e più avveduti rappresentanti degli agenti. A quale scopo? E soprattutto, a cosa serve? A delegittimare le altre associazioni?
Sostenere di essere stati i primi e gli unici ad aver portato il tema davanti alle istituzioni è però discorso diverso. Un primato è tale se resiste alla verifica dei fatti e le carte, si sa, sono piuttosto ostinate: quelle di ANAPA portano la data del 7 luglio 2025.
Sul merito, quindi, la convergenza tra le due rappresentanze è una buona notizia per la categoria: sullo ius variandi, avere più organizzazioni impegnate nella stessa direzione può rafforzare la tutela degli agenti e degli assicurati. Altra cosa sono i primati. Quelli fanno sempre una gran figura nei comunicati. A patto che nessuno abbia conservato quelli dell’anno prima.