Welfare, intelligenza artificiale e fiducia: Rabitti (IVASS) traccia la rotta degli agenti al Congresso ANAPA
03/06/2026
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Welfare, intelligenza artificiale e fiducia: Rabitti (IVASS) traccia la rotta degli agenti al Congresso ANAPA
Al 4° Congresso Ordinario Nazionale di ANAPA, il Consigliere IVASS ha delineato le sfide che attendono la distribuzione assicurativa: dalla partnership pubblico-privato in salute e previdenza alla governance dell’AI, fino alla necessità di una consulenza sempre più qualificata

La partnership pubblico-privato nel welfare, la gestione dell’intelligenza artificiale nella distribuzione e il ruolo crescente degli intermediari in un sistema di protezione sociale sotto pressione: questi i temi al centro dell’intervento di Maddalena Rabitti, Consigliere IVASS, al 4° Congresso Ordinario Nazionale di ANAPA svoltosi a Roma il 27 maggio 2026, intitolato «Agenti e Clienti: un’alleanza per il domani». Un titolo che ha spinto Rabitti a ricordare che «l’alleanza in ambito assicurativo si fonda sulla fiducia tra intermediari e clienti e autorità di supervisione: fiducia è il valore da preservare per garantire nel tempo la sostenibilità del mercato assicurativo e per salvaguardare la funzione sociale di protezione dei cittadini», richiamando esplicitamente l’articolo 2 della Costituzione.
L’allungamento della vita media, la riduzione della popolazione attiva e la discontinuità nei percorsi lavorativi stanno modificando in modo strutturale i bisogni di protezione. In questo scenario, ha osservato Rabitti, «il sistema di protezione sociale si confronta con vincoli stringenti che stanno mettendo sotto pressione la sostenibilità nel lungo periodo sia dei sistemi pensionistici sia della sanità pubblica». La previdenza complementare non è più un’opzione accessoria: «le soluzioni complementari sono destinate ad assumere un ruolo crescente — non come alternativa, ma come integrazione necessaria». La stessa dinamica vale per la salute: il Servizio Sanitario Nazionale resta un presidio irrinunciabile, ma l’aumento delle patologie croniche e le aspettative crescenti dei cittadini rendono evidente, secondo Rabitti, la necessità di affiancare strumenti integrativi.
Rabitti ha poi citato le parole pronunciate dall’ex presidente IVASS Signorini in occasione dell’Assemblea ANIA dello scorso anno, ancora pienamente attuali: «la sanità pubblica come servizio universale è una conquista delle nostre società e va difesa. Molti cittadini, tuttavia, desiderano anche forme aggiuntive di tutela, in termini per esempio di comfort e di servizi ulteriori, e questa domanda è probabilmente destinata a crescere», aggiungendo che «ogni forma di collaborazione tra sanità pubblica e coperture private dovrebbe essere strutturata in modo da preservare corretti incentivi per tutte le parti coinvolte».
La linea di fondo, ha ribadito Rabitti, è chiara: «non si tratta di sostituire l’intervento pubblico, ma di costruire un equilibrio più avanzato tra pubblico e privato». Un equilibrio che non si costruisce automaticamente, e che richiede sviluppo dell’offerta, diffusione delle coperture e, soprattutto, consapevolezza da parte dei cittadini. Costruire quella consapevolezza è compito degli intermediari.
Sul fronte tecnologico, Rabitti ha affrontato con precisione il tema dell’intelligenza artificiale nella distribuzione assicurativa. I sistemi automatizzati sono già in grado di raccogliere informazioni, elaborarle e formulare proposte personalizzate in tempo reale. «La tecnologia non è semplicemente un supporto all’agente: assume funzioni che, almeno in parte, sono assimilabili alla consulenza e alla distribuzione».
Le opportunità sono evidenti – efficienza, personalizzazione, rapidità – ma pongono interrogativi che la regolazione non può eludere. «La regolazione deve rimanere tecnologicamente neutrale, per non ostacolare l’innovazione. Ma non può essere neutrale rispetto alle responsabilità. Qualunque sia lo strumento utilizzato, deve essere chiaro chi risponde nei confronti del cliente». E ancora, citando l’Enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV: occorre «evitare di consentire all’intelligenza artificiale di “dominare l’umano”». Il confine da presidiare, ha precisato Rabitti, è quello della comprensibilità e tracciabilità dei processi decisionali: «la consulenza evolve: non scompare, ma diventa ancora più qualificata, orientata all’interpretazione dei risultati e alla validazione delle decisioni, nel miglior interesse del cliente».
Sulla regolazione, Rabitti ha espresso una posizione netta contro l’ipertrofia normativa degli ultimi anni: «per IVASS, semplificare non significa ridurre le tutele, ma renderle più concrete: regole più comprensibili, più proporzionate, più orientate al risultato. Una regola è efficace quando aiuta l’intermediario corretto a lavorare meglio, rende più facile fare la cosa giusta e più difficile fare quella sbagliata». L’evoluzione normativa impressa dalla IDD e dalla disciplina sulla governance dei prodotti ha già segnato, secondo Rabitti, il passaggio da una logica formale di conformità alla valutazione sostanziale del valore del prodotto per il cliente — il cosiddetto value for money — un criterio particolarmente rilevante proprio in salute e previdenza.
La chiusura dell’intervento ha restituito il senso della posta in gioco: «i significativi mutamenti in atto che comportano nuove sfide connesse alla longevità della popolazione, alla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo, alla complessità del mondo previdenziale, pongono gli agenti di fronte a responsabilità professionali e morali crescenti». Responsabilità da affrontare, ha concluso Rabitti, rafforzando competenza e professionalità attraverso la formazione, per garantire una consulenza adeguata e mantenere quella fiducia che, nel mercato assicurativo, non è una variabile accessoria ma la condizione stessa del suo funzionamento.
a cura di Vincenzo Giudice