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ANAPA | 17 October 2018

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Recepimento direttiva IDD, per ANAPA Rete ImpresAgenzia è “un primo passo positivo”

Recepimento direttiva IDD, per ANAPA Rete ImpresAgenzia è “un primo passo positivo”

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L’associazione di categoria guidata ad Vincenzo Cirasola sotttolinea come siano state accolte le sue istanze, presentate insieme alle rappresentanze dei broker AIBA ed ACB: no all’obbligo di dichiarare le provvigioni e gli incentivi degli intermediari, una disposizione “che non avrebbe portato alcun vantaggio al consumatore”

Come da noi già evidenziato in un articolo precedente, il Consiglio dei Ministri riunitosi lo scorso 16 maggio ha dato il via libera in via definitiva al decreto per il recepimento della IDD (Insurance Distribution Directive), che introduce significative novità in materia di distribuzione assicurativa e nella rispettiva disciplina, al fine di allineare la normativa nazionale alle più recenti disposizioni introdotte dalla direttiva (UE) 2016/97 in materia, che dopo 13 anni ha aggiornato la precedente direttiva IMD entrata in vigore nel 2006.

Per ANAPA Rete ImpresAgenzia si tratta “di un primo passo positivo che premia il dialogo costruttivo e non l’ostruzionismo”. Il Governo, sottolinea l’associazione di categoria degli agenti professionisti di assicurazione, ha infatti accolto tutte le istanze presentate insieme ad AIBA e ACB, le associazioni che rappresentano i broker. In particolare, per quanto riguarda l’inserimento «dell’obbligo di imparzialità», “che era stato richiesto da un altro sindacato degli intermediari assicurativi”, prima il Senato e successivamente il Governo hanno accolto la richiesta dell’associazione di sostituire il termine «imparzialità» con «equità e onestà», certamente più razionale e consono all’attività di intermediario, che lavora percependo delle provvigioni.

Nel testo definitivo sono state recepite altre modifiche avanzate dalle associazioni degli intermediari, “ma fondamentale è stato l’accoglimento”, da parte del Governo, della richiesta di ANAPA riguardo la cosiddetta hard disclosure, ovvero l’obbligo per gli intermediari di comunicare al cliente non solo la natura del compenso ricevuto in relazione al contratto distribuito, ma anche in modo analitico gli importi relativi alle provvigioni e agli incentivi. Questa circostanza è stata oggetto di discussione in entrambe le commissioni speciali di Camera e Senato. Alla Camera, la condizione originariamente prevista nella bozza di parere era stata stralciata in sede di approvazione del parere. Al Senato, invece, era stata di fatto re-inserita. Secondo il parere dell’associazione, accolto dal Governo, la hard disclosure “non avrebbe prodotto alcun vantaggio ai clienti finali”.

“Un risultato, quindi, molto positivo per l’intera categoria”, evidenzia l’associazione, che rivendica anche la determinazione dimostrata, insieme ad AIBA ed ACB, nell’inviare lo scorso 14 maggio una nuova lettera al MISE “per ribadire le osservazioni comuni affinché la trasposizione non riportasse aspetti critici per gli intermediari che, se inseriti, avrebbero messo a rischio il futuro della categoria stessa”.

«Si tratta di un risultato molto importante – ha commentato con soddisfazione il presidente nazionale di ANAPA, Vincenzo Cirasola –. L’inserimento del conteggio analitico delle nostre provvigioni, infatti, avrebbe trasformato il decreto in “suicida-agenti” in quanto l’origine del provvedimento proveniva paradossalmente dalla richiesta di imparzialità avanzata da un’altra associazione di categoria».

«Ora – ha concluso Cirasola – guardiamo al futuro: il prossimo passaggio sarà la messa a punto della regolamentazione di secondo livello con IVASS. Anche in questo caso, difenderemo gli interessi della categoria con il metodo che ci contraddistingue e che si è rivelato il più efficace: la politica del confronto e non quella dello scontro urlato».

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