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ANAPA | 15 May 2021

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Opinione della settimana di Renzo Di Lizio: Reti produttive, un futuro da re inventare

Opinione della settimana di Renzo Di Lizio: Reti produttive, un futuro da re inventare

Care colleghe e cari colleghi,

La recente notizia della sottoscrizione di un accordo tra Generali Italia e le OO.SS., volta a valorizzare maggiormente il ruolo della rete OP con nuove prospettive di carriera e crescita, ritengo sia degna di nota non tanto per i nuovi contenuti di  quel modello distributivo, che ricordiamo essere un «unicum» nel mercato, quanto piuttosto per gli interrogativi che deve porre tanto per le compagnie, quanto per gli agenti, su come stanno cambiando «le organizzazioni produttive» che a vario titolo lavorano all’interno delle nostre agenzie.

Il problema è alquanto complesso, ed è reso ancora più difficile dalle acquisizioni e dalle fusioni che hanno interessato i principali gruppi italiani, generando spesso reti molto eterogenee all’interno di una medesima Compagnia.

A parte il caso di cui sopra, nelle agenzie ritroviamo quasi esclusivamente sub-agenti, produttori e collaboratori professionisti (oltre naturalmente ai dipendenti) ma è innegabile che i cambiamenti in atto stanno mettendo a dura prova la tenuta nel tempo di una rete così strutturata, secondo lo schema classico.

Stiamo parlando di un asset strategico costruito attraverso anni di condivisione degli obiettivi, di relazioni personali e professionali improntate alla reciproca fiducia, che ha contribuito a creare valore per tutto il sistema, ma che oggi sembra scricchiolare per vari motivi: la maggiore volatilità del portafoglio, la crescente riduzione dei premi RCA, i canali alternativi, la crisi economica, la schizofrenia assuntiva delle compagnie. Soprattutto in certe aree del paese e per certe tipologie di business.

Probabilmente è arrivato il momento, almeno in parte, di ripensare insieme (con le compagnie) a che ruolo attribuire ai nostri collaboratori per dare maggiore stabilità a loro, alle nostre agenzie ed a tutto il mercato. Anche perché le compagnie, forse involontariamente (?), sottovalutano il problema dedicandosi a sviluppare a ritmo sostenuto nuova tecnologia per favorire «il rapporto digitale con i clienti».

L’accesso alla professione, la carriera, la specializzazione, la formazione settoriale, nuovi sistemi di remunerazione, ecc. sono solo alcuni degli spunti su cui poter lavorare per continuare a sviluppare vecchi e nuovi settori, ma allo stesso tempo anche per offrire una valida opportunità professionale a chi ancora “vuol fare l’assicuratore”.

Sono convinto che anche grazie alle nostre reti, se riviste in chiave più moderna, sapremo essere più resilienti (agenti e compagnie) verso le sfide quanto mai incerte che il futuro ci prospetta all’orizzonte.

Un buon 2021 a tutta la categoria

Renzo Di Lizio

Componente di Giunta