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ANAPA | 24 October 2020

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Opinione della settimana di Giovanni Trotta: Siamo tutti digitali, ma ricordati che…

Opinione della settimana di Giovanni Trotta: Siamo tutti digitali, ma ricordati che…

Cari colleghi,

chi in questo periodo di lockdown non ha pensato “meno male che c’è internet”, e non ha misurato la propria capacità digitale sentendosi chi più chi meno al passo con i tempi.

Il settore assicurativo ha ormai “rotto le barriere”, le agenzie da oltre due mesi, lavorano e continuano ad offrire servizi e consulenze ai propri clienti, anche da remoto, grazie alla digitalizzazione messa in campo negli ultimi anni dalle proprie mandanti e ben “arginate” dai gruppi agenti con accordi digitali evoluti a salvaguardia del futuro delle nostre agenzie.

Sotto la “spinta gentile” delle compagnie, con un approccio iniziale, dapprima pauroso e timoroso e di prosieguo più ponderato, valutativo e di analisi degli agenti, abbiamo rotto gli indugi e affrontato il nuovo mondo in modo coerente, pesando il rischio con occhio imprenditoriale rivolto all’innovazione e allo sviluppo.

Anche l’Istituto di Vigilanza (Ivass) da tempo ha richiamato l’attenzione del settore sul tema, non da ultimo in una nota di maggio 2019 nella quale  scriveva “la digitalizzazione traina l’evoluzione dell’offerta assicurativa” … “obiettivo delle imprese è far crescere nel cliente la consapevolezza di potersi relazionare costantemente con l’assicuratore e di poter essere supportato…” e ancora nell’ambito delle “nuove tecnologie” nel recente workshop organizzato da CeTIF del 23.04.2020 la dott.ssa Bellizzi (Capo del Servizio di Vigilanza di Ivass) dichiarava “l’industria assicurativa sta trovando numerosi benefici dall’utilizzo delle nuove tecnologie e gli algoritmi di machine learning abilitano nuove opportunità per le compagnie e consumatori creando nuovi modelli di business contenendo i costi per l’automazione dei processi e potenziando la ricerca delle frodi”.

Senza dimenticare che il Decreto Sviluppo Bis convertito in Legge lo scorso 13 dicembre, all’art. 22 obbliga inoltre le società di assicurazione a predisporre sui propri siti web aree riservate attraverso le quali consentire ai clienti di verificare lo stato delle proprie coperture assicurative, le scadenze, i termini contrattuali sottoscritti, la regolarità dei pagamenti di premio, secondo procedure simili ai sistemi di home banking, portando in dirittura d’arrivo anche in Italia la cosiddetta “home insurance”. 

Proprio la “home insurance” ritengo debba impegnare compagnie e agenti in qualche riflessone per non incappare, entrambi, nelle problematiche vissute dal canale bancario con l’introduzione della “home banking”.

Invece di perseverare in letture distorte e amplificare i pregiudizi sulle, improbabili  “gestioni autonome dei clienti da parte delle compagnie”, sullo spauracchio della “disintermedizione” dietro ad ogni progetto innovativo di settore, su quale conto corrente, dell’agente o della compagnia, confluiscono i premi di alcune tipologie di incassi per il tramite di SDD (vorrei vedere alcuni colleghi controllare mensilmente 4/5 mila titoli che arrivano sui conti correnti separati di agenzia…!!!!), non sarebbe il caso di impegnare i nostri cervelli affinché:

  • si oscuri il rischio per gli agenti ma anche per le compagnie tradizionali del “fai da te” senza consulenza;
  • si rimodulino i presidi di controllo che tenga conto dei nuovi rischi, delle evoluzioni tecnologiche, delle “nuove” modalità di rapporto e relazione con il cliente (post Covid-19);
  • si ragioni su come mettere la tecnologia a servizio della salute e della prevenzione in ambito assicurativo;
  • si programmi e si progettino le agenzie del futuro prendendo spunto ed esperienza dai nuovi eventi e dai nuovi vissuti per nuovi modelli di business e di struttura di agenzia;

Giusto per non correre il rischio:

Dal film di Massimo Troisi “Non ci resta che piangere”
Frate: “ricordati che devi morire”
Mario: “Come?”
Frate: “ricordati che devi morire”
Mario: “…va bene…!”;
Frate: “ricordati che devi morire”
Mario: “Si, si, no, mò me lo segno proprio.”

Giovanni Trotta, Membro di Giunta