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ANAPA | 27 May 2018

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L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Stefano Maestri Accesi: LA DIVERSA INTERPRETAZIONE DELLA LIBERTA’

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Stefano Maestri Accesi: LA DIVERSA INTERPRETAZIONE DELLA LIBERTA’

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Stefano Maestri Accesi

LA DIVERSA INTERPRETAZIONE DELLA LIBERTA’

Care colleghe e cari colleghi,

ultimamente mi frullano in testa molti concetti: libertà, imparzialità, indipendenza, plurimandato. Sarà che il tempo che dedico alla lettura quotidiana dei giornali e alla mia formazione individuale mi ha influenzato, ma vorrei capire perché nell’ultimo periodo si stia così tanto concentrando l’attenzione su questi tre concetti.

Parto dal presupposto che il termine libertà è così ampio e complesso che è difficile coglierne tutte le sfumature, ma mi sorprende che la maggior parte dei colleghi lo ricolleghi inesorabilmente al concetto di plurimandato.

Sarà che da buon toscano sono un po’ permaloso, ma vorrei capire perché oggi si pone così tanta enfasi sul fatto che chi ha un approccio da monomandatario sembri non fare l’interesse del cliente e non offra una buona consulenza. Chi è quel collega uguale a me che si erge con così tanta presunzione a guru del mercato dicendo che il mio approccio allo stesso è completamente sbagliato?

E poi permettetemi una battuta. Ma il concetto stesso di plurimandato è un’utopia, quanti mandati può avere un’agente? Infiniti? Mi sembra impossibile, se invece ha un mandato di due e tre compagnie, su diversi rami, uno dominante quindi e altri secondari, non credo che si possa tanto considerare più libero di me e di offrire al proprio cliente una consulenza migliore della mia. E’ questa l’indipendenza a cui tanto ambite? Certamente non sarò io a elencarvi i pregi dell’essere monomandatario, perché credo nella libera scelta imprenditoriale di ciascuno. Ma non vorrei che quel ciascuno venga in casa mia a dirmi come devo comportarmi. Anche perché consideriamo che il 77% dei colleghi in Italia agiscono in monomandato e il 23% con il plurimandato, ma siamo tutti agenti di assicurazione che ripetiamo il mandato di uno o più compagnie e non possiamo mai essere agenti “indipendenti” dalle strategie e dai prodotti della nostra mandante. Altrimenti chi vuole sentirsi più libero deve fare un’altra scelta, quella di svolgere l’attività di broker, in tal modo egli rappresenta il cliente e non le compagnie.

Ma continuo a informarmi e leggo anche alcune affermazioni, addirittura di uno storico legale di SNA, l’avvocato Martinello, che dicono che il tacito rinnovo nei danni andava levato per permettere agli intermediari di consolidare il rapporto con la clientela.

E qui, permettetemi, non riesco più a capire se ho sbagliato lavoro io, cosa possibile ma che mi auguro non veritiera, o se facciamo a gara a dirla più grossa.

Se infatti ho un gran rapporto con il cliente, come dice l’articolo, quale è l’ostacolo micidiale di dover dare disdetta 60 gg prima della scadenza annuale? Non è che forse, senza questa norma, sarebbero avvantaggiate solo le compagnie che vedrebbero diminuire i loro costi di gestione, stampa delle quietanze in primis? E anche sul fatto che ostacolerebbe la concorrenza ho molte perplessità. Come abbiamo evidenziato citando degli studi del BIPAR in nessun paese europeo il tacito rinnovo è stato abolito. Addirittura, in Gran Bretagna, quando il legislatore inglese si è trovato ad affrontare la questione (tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014), ha deciso di mantenere l’istituto e di non vietarlo nell’interesse del consumatore.

Anche la battaglia che si sta facendo per l’imparzialità fa sorgere dubbi. Anche in questo caso permettetemi di dire che la linea è davvero sottile. Cosa si intende per imparzialità? Lo chiedeva già il collega Giovanni Puxeddu la settimana scorsa. Quello che è certo è che a me sembra una grossa assurdità. Chiunque percepisca delle provvigioni per la conclusione di una polizza, che sia mono o plurimandatario, non potrà mai essere realmente imparziale. Io sono un agente che opera con onestà, correttezza e professionalità, seppure sia monomandatario. E così tanti altri di noi.

Chissà se forse un giorno la smetteremo di guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro, per guardare cosa c’è dentro il nostro occhio.

Colleghi, siamo uguali, rimbocchiamoci le maniche nel segno della libertà, quella vera…e parliamo meno.

Buona lettura!

Stefano Maestri Accesi
Componente di Giunta Esecutiva Nazionale

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