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ANAPA | 28 October 2020

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L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Roberto Arena: PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Roberto Arena: PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Roberto Arena

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

 

Care colleghe e cari colleghi,

possiamo condividere che questa emergenza ci ha colti di sorpresa? Fino alla fine di febbraio, di fatto soltanto pochi giorni fa, la maggioranza nel Paese era convinta che si trattasse di poco più di un’influenza di stagione e che, da bravi fatalisti quali siamo, con un po’ di fortuna tutto sarebbe passato. Anzi, soprattutto la politica ci diceva che non andava enfatizzato.

Certo che le fonti autorevoli, compreso il comportamento di alcuni medici, certamente non ha aiutato. Anche il resto del mondo ha fatto spallucce al problema e i nostri amici europei ci hanno addirittura deriso quando sono state indicate le prime modalità di prevenzione da attuare. Adesso anche loro stanno correndo ai ripari rapidamente, forse prendendo esempio dalla nostra esperienza. Il virus si propaga ad alta velocità e mancano strutture in grado di curare quest’enormità di contagiati.

Ci siamo tutti resi conto in brevissimo tempo di essere piombati in un incubo. Le zone rosse sono diventate reali e i Tg e i giornali hanno iniziato a segnalare l’alto contagio e, purtroppo, i morti che ancora crescono.

Il problema è globale. Andrebbe affrontato globalmente, ma non è così. Ogni Paese pensa per sé. All’interno di ogni Paese, ogni categoria cerca di segnalare la propria difficoltà. Oggi gli eroi sono senza ombra di dubbio i medici e tutto il personale medico e di supporto, a cui va la nostra gratitudine, ma non vanno dimenticate anche tutte le forze di polizia, la protezione civile e le molte altre categorie esposte che si stanno adoperando per limitare il contagio e per garantire gli approvvigionamenti e i servizi di prima necessità, noi tra quelli, pur parzialmente privilegiati.

Servirebbe un maggior senso di responsabilità collettiva, forse qualche cantata in meno sui balconi e qualche gesto responsabile in più. Il problema è di massa. Prima lo risolviamo, prima ritorneremo alla normalità. Dovremo condividere la necessità di chiusura per sospensione di ogni cosa, incombenza e scadenza per un periodo determinato e definito, rinviandolo e individuando soluzioni concrete e automaticamente realizzabili per aiutare l’economia. Certo, chi oggi ne ricava un vantaggio da questa situazione dovrebbe avere il senso civico di mettere a disposizione le somme straordinarie incassate a vantaggio dei settori in crisi.

Come categoria cosa possiamo fare? ANAPA Rete ImpresAgenzia si è mossa da subito allertando il Governo, ANIA, IVASS e i Gruppi Aziendali Agenti, tanto è vero che alcuni hanno inoltrato alle mandanti la lettera predisposta con le richieste urgenti per sostenere il comparto.

Le Compagnie hanno tendenzialmente dato disponibilità a posticipare i costi di rivalse o debiti nei loro confronti a fine emergenza, però solo in pochissimi casi, a farsi carico di aiuti economici concreti. Possiamo registrare un’attenzione, certo giustificata, al rischio per i fatturati, ma una scarsa attenzione ai valori e rapporti umani. Quasi nessuno si è preoccupato di capire lo stato emotivo di migliaia di dipendenti costretti ad andare al lavoro, quasi nessuno ha offerto di farsi carico di presidi di precauzione come mascherine, guanti monouso o barriere trasparenti protettive come un tempo si usavano nelle banche o in Posta. Gli Agenti sono stati lasciati soli. Ognuno ha deciso per sé. Non sono state date linee guida di comportamento alle quali fare riferimento.

Siamo tutti, giustamente, preoccupati di cosa accadrà al termine di questa emergenza, senza nemmeno la certezza dei tempi della sua fine. Dovremo fare uno sforzo immane per garantire i posti di lavoro nelle nostre agenzie come in molti altri settori. La circolazione dei denari si è fermata drasticamente e ci vorrà tempo per farla ripartire, oltretutto non dimenticando che eravamo da anni in situazione di difficoltà per la crisi che dal 2008 ci attanaglia e che non ci eravamo ancora scrollati di dosso.

Credo serva uno sforzo straordinario di tutti, noi come categoria dovremo smettere di contrapporci per individuare una linea comune per far fronte all’emergenza e le Compagnie dovranno farsi carico assieme al sistema bancario di un grande piano di investimenti, utile a fare ripartire il nostro Paese. Purtroppo abbiamo visto che l’Europa non ci aiuta e dovremmo pensarci da soli. Le prime misure varate dal Governo sembrano deboli e soprattutto contorte, probabilmente poco utili. Misureremo in questa circostanza la capacità dei nostri manager, la loro lungimiranza e la loro vicinanza. Potremo vedere davvero se noi come agenti siamo fondamentali, come sempre ci raccontano, e con noi, tutti i nostri collaboratori.

Di certo però le cose non saranno mai più come prima, e se mancheranno le risposte che si attendono, forse nel baratro oltre a molti agenti con le loro strutture, finiranno di conseguenza anche molte compagnie che capiranno ben presto che con lo smart working, e internet, oltre l’emergenza, non v’è futuro per gestire i rapporti di cui siamo gli attori. Gli Agenti non si faranno carico da soli del problema, non ne hanno le possibilità, adesso si deve fare mutualità e concedere aiuti proporzionali alle varie realtà. Pensiamoci tutti assieme, responsabilmente, prima che diventi troppo tardi.

Roberto Arena
Vice Presidente

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