Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

ANAPA | 28 September 2020

Scroll to top

Top

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Giovanni Puxeddu: TESTA O CROCE, IDD O INSURTECH

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Giovanni Puxeddu: TESTA O CROCE, IDD O INSURTECH

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Giovanni Puxeddu

TESTA O CROCE, IDD O INSURTECH

 

Care colleghe e cari colleghi,

tutto si potrà dire sul settore delle assicurazioni, ma certo non sarà possibile affermare che sia statico e immobile. Come per le offerte al supermarket, ogni mese c’è una novità da studiare e, nella migliore delle ipotesi, da recepire, se non da contrastare argomentando seriamente e con competenza.

Questo è il mese cruciale per la IDD (Insurance Distribution Directive) e per il suo progetto di recepimento in Italia con lo schema di Decreto Legislativo AG007 sul quale il 23 aprile le rappresentanze degli agenti e altre parti interessate (IVASS, ANIA, CONSOB, ecc.) hanno detto la loro nel tentativo di ricondurre il recepimento al solo effettivo ambito delle richieste provenienti dall’Europa.

Nel corso dell’audizione ci hanno spiegato per esempio, che l’obiettivo del legislatore è quello di uniformare le modalità di vendita di prodotti assicurativi a prescindere dal canale utilizzato, a garanzia della parità di trattamento tra operatori (peraltro poco uniforme a nostro parere) e di tutela degli assicurati. La Direttiva mirerebbe ad adottare requisiti minimi di tutela del consumatore, ma non impedirebbe agli Stati Membri l’adozione di una normativa più restrittiva. Abbiamo capito che ha lo scopo di massimizzare i vantaggi della distribuzione multicanale (per quale delle parti interessate al processo non è dato sapere, ma possiamo fare delle illazioni) di ampliare il novero dei destinatari passando dal concetto di intermediazione assicurativa a quello di distribuzione di prodotti assicurativi e via dicendo.

In realtà, così com’è, l’ultraregulation proposta va certamente modificata e per questo gli agenti di proposte ne hanno fatte tante ben sapendo di essere discriminati a favore di altri soggetti/player.

ANAPA Rete ImpresAgenzia ha illustrato chiaramente le sue proposte sia in audizione sia nelle lettere che da mesi sta inviando al MISE, al garante per la privacy, all’IVASS.

Pare comunque che le osservazioni argomentate e dettagliate dagli auditi siano state recepite dai rappresentanti del MISE e, seppure il rischio di subire ulteriori appesantimenti burocratici ed economici oltre che limitazioni alla nostra libertà imprenditoriale (ma davvero è tutto e solo per la doverosa tutela del consumatore?) non sia scongiurato, sino alla pubblicazione del decreto quando ne conosceremo il testo definitivo,  possiamo sperare di aver fatto capire le nostre preoccupazioni e siamo fiduciosi in una riscrittura del testo secondo quanto indicato da noi agenti. 

Cosa altro dovremo trovarci a contrastare, subire o seguire oltre al nuovo regolamento privacy, alla nuova IDD, alla Mifid e ai loro sequel?

Non sarà più sufficiente lavorare con correttezza diligenza e trasparenza, come era già previsto nella precedente direttiva IMD1 e riportato nel vigente Codice delle Assicurazioni, ma con la IDD dovremmo essere anche “professionali e onesti”. E fin qui ci va bene, perché sono tutte qualità endogene agli agenti professionisti. 
Non comprendiamo, invece, il motivo per cui dovrebbe essere aggiunto nella norma anche l’obbligo di essere “imparziali”.
Cosa si intende per imparzialità? E’ quella adottata da Banche e Poste o quella degli agenti nei confronti delle imprese, e di quali imprese se ne rappresento più di una? E in quale fase della trattativa, durante la presentazione o durante la vendita? E se fosse anche durante la vendita, imparziali rispetto a che cosa o a chi giacché il numero di mandati posseduti non è mai illimitato?

Si ripete l’assurda situazione creatasi nel 2012 col Decreto 1/2012 (Cresci-Italia di Mario Monti) dove la prima stesura prevedeva l’obbligo per ogni intermediario di presentare 3 preventivi di 3 rispettive compagnie e per il quale siamo dovuti intervenire con determinazione ex post per fare abrogare la stortura prima della conversione in legge.

Certo è che è paradossale il fatto che mentre da un lato si affaccia sul mercato italiano la vendita on demand di micropolizze anche della durata di un giorno, come pubblicizza da qualche mese la startup insurtech Yolo, dall’altro si pensi ad ingessare e sommergere di sanzioni e adempimenti gli agenti professionisti che hanno fatto grandi le Compagnie e con loro, senza presunzione, il Paese.

Forse sarebbe opportuno che si lottasse assieme per un playing field comune per tutti gli intermediari, evitando che solo agli agenti tocchi “l’onere” della tutela del consumatore.

Buona lettura!

Giovanni Puxeddu
Presidente Regionale Sardegna
ANAPA Rete ImpresAgenzia