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ANAPA | 23 September 2020

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“La mia idea su Anapa on tour” di Carla Barin

“La mia idea su Anapa on tour” di Carla Barin

Giornata di grande interesse, sul piano strettamente formativo e informativo, quella che si è svolta il 9 marzo scorso all’Hotel Michelangelo a Milano, organizzata da Anapa.
Personalmente, è stata una piacevolissima occasione per una sana rimpatriata: rivedere e abbracciare vecchi amici è stata una gioia. Quattro chiacchiere, uno scambio di opinioni dopo tanto tempo che non ci si vedeva. Il confronto tra idee, magari contrastanti, è sempre un grosso arricchimento umano e culturale. Nessuna ragione, quali che ne siano le cause, dovrebbe condurre colleghi e amici a dividersi sul piano personale, soprattutto se per fattori ideologici: il rapporto interpersonale è, e resta, un caposaldo nella vita di ognuno di noi.
Questo è il mio pensiero, peraltro condiviso da molte altre persone.

Anapa on tour ha trattato argomenti importanti e di grande attualità, in modo particolare la nuova normativa che dovrebbe andare in vigore a fine febbraio 2018: Idd (Insurance distribution directive).
Sala gremita da presidenti di gruppo e molti rappresentanti degli stessi gruppi aziendali, oltre a un folto pubblico attento, composto da addetti ai lavori, anche non iscritti ad Anapa. All’evento erano presenti Aiba e Acb, in rappresentanza dei broker, nonché altre associazioni come Uea, sempre attenta a studiare e analizzare tutto ciò che riguarda il settore. Non mancavano diversi consulenti, tutti specializzati nel settore assicurativo.
L’informazione sul delicato passaggio alla nuova normativa è stata chiaramente e dettagliatamente illustrata da Massimo Congiu, con quello stile soft che lo distingue, mettendo in risalto i pro e i contro del nuovo regolamento, in alcuni passaggi veramente poco chiaro, dai contenuti delicatissimi e non privi di rischi. Si allargherà di molto la platea dei cosiddetti nuovi distributori, ai quali saranno imposte regole diverse, creando un gap non facile, tra futuro e passato.
Sala attentissima, conscia che l’argomento trattato potrebbe incidere pesantemente sull’intero mercato e sull’attività dei presenti e degli assenti.
La speranza è che questa prossima norma, che ha ancora alcuni lati oscuri e di difficile decifrazione, venga emanata con la massima chiarezza, con un’ossatura solida, memori anche dei precedenti regolamenti, a volte davvero anacronistici e altisonanti. Si deve evitare di far ricadere l’applicazione della stessa sull’attività di migliaia d’intermediari, professionalmente capaci, dotati di correttezza e di capacità: non sarebbe giusto esporli al tiro al piattello delle sanzioni, quasi sempre in solitaria.
In questi ultimi dodici anni, troppo spesso è mancata l’equità, escludendo dal sistema sanzionatorio altri distributori, lasciando trapelare margini di vera ingiustizia sociale: un’opacità inspiegabile.
Ci si augura che il nuovo che avanza possa essere l’occasione per eliminare discrasie distributive, auspicando che gli organi preposti alla tutela della legge, agiscano con coerenza, incanalandosi verso il rispetto della legalità per tutti.

Nel pomeriggio è continuato il dibattito sul Fondo pensione agenti, illustrato dal Prof. Claudio Cacciamani, ordinario presso l’Università di Parma. Parere chiaro e netto: commissariare Fpa, su disposizione di Covip, non ha risolto il problema definitivamente e, quindi, non è da escludersi che le stesse problematiche si ripresentino.
Triste ma vero.
È di difficile comprendere il perché Covip abbia secretato i fascicoli inerenti l’attività di Agenim. Oggi è ancora maggiore lo stupore, in quanto si è appena appreso, con piacere, che l’esposto a suo tempo presentato alla Procura dal commissario del fondo, Ermanno Martinetto, è stato archiviato in quanto i fatti riscontrati non costituiscono rilevanza penale.

È stata poi presentata dalla Prof. Chiara Frigerio, ordinario di Organizzazione aziendale e segretario generale del Cetif (Università Cattolica di Milano), un’indagine sulla redditività e operatività di molte agenzie Anapa, i cui risultati e gli sforzi per ricavarli, sono stati apprezzati.
Il convegno si è chiuso con la sintesi della giornata e le riflessioni del presidente dell’associazione, Vincenzo Cirasola. Contemporaneamente, è stato presentato all’assemblea anche il libro di cui lo stesso Cirasola è l’autore: Io, agente di assicurazione.
Gli argomenti trattati scorrono piacevolmente, come una veloce carrellata e tanti flash: ricordi, esperienze, sogni e delusioni, grandi soddisfazioni e successi. 99 pagine sui suoi quarant’anni di professione.
Una sorta di amarcord felliniano, che non mancherà di suscitare quella giusta nostalgia, della sua e della nostra gioventù, dedicata con tanta passione al mondo delle polizze.

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