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ANAPA | 18 August 2022

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Intermedia Channel: Fondo Pensione Agenti, un “Nì” non ammissibile e che rimanda il Fondo alla COVIP.

Lo SNA ritiene di non poter esprimere l’accettazione o il diniego al piano di riequilibrio del Commissario straordinario Ermanno Martinetto, che aveva richiesto esplicitamente un “SÌ” o un “NO” entro il 18 settembre. Nessuna accettazione condizionata. Lunedì riunione dell’Organo di Amministrazione Straordinaria. La palla passa a COVIP che deve decidere come e di quanto tagliare pensioni in essere e future. Piano definitivo entro il 9 ottobre.

Con una lettera lunga ed articolata, SNA decide di non firmare il piano di riequilibrio e di salvataggio del Fondo Pensione Agenti proposto dal Commissario straordinario Ermanno Martinetto. Eppure già con la lettera del 13 agosto il Commissario aveva illustrato direttamente allo SNA gli scenari possibili sia in caso di accordo delle Parti Sociali sia in caso contrario. Nella successiva riunione del 10 settembre nella quale era stato illustrato il piano di riequilibrio successivamente inviato via posta certificata e con lettera accompagnatoria (si veda allegato in calce all’articolo) alle Parti Sociali, il Commissario era stato molto chiaro: “Non verranno prese in considerazione accettazioni condizionate, mentre la mancata accettazione espressa sarà considerata non accettazione”.

A questo punto, dopo il “NÌ” di SNA che si legge “NO”, il prossimo 21 settembre l’Organo di Amministrazione Straordinaria si riunirà e dovrà rappresentare a COVIP che non vi è stato accordo. L’Autorità di vigilanza deciderà dunque i criteri sulla base dei quali dovrà essere effettuato il taglio delle prestazioni in corso di pagamento e di quelle future (ricordiamo che in via provvisoria, già dallo scorso 1 settembre le pensioni sono state tagliate del 40% – ndr). Il Commissario dovrà quindi predisporre il piano definitivo entro il 9 ottobre 2015.

Lo Sna definisce il documento del piano “lacunoso, non solo sugli aspetti quantitativi, ma anche su quelli regolamentari” e conclude dicendo che “nessuna norma richiede né consente l’approvazione di un piano di riequilibrio elaborato dall’Amministrazione del Fondo da parte delle fonti istitutive nè delle cd. parti sociali”. Secondo tale impostazione quindi non spetta allo SNA decidere ma anzi, “il piano di riequilibrio, redatto dal Commissario straordinario, unitamente al parere del Comitato di Sorveglianza, deve essere trasmesso alla Covip per la determinazione del caso e per la decisione in ordine all’ approvazione del medesimo”.

Per lo SNA spetta dunque a COVIP determinare e decidere cosa fare del Fondo Pensione Agenti.

Nessun commento al momento dall’organo consultivo dei Gruppi Agenti in seno allo Sindacato Nazionale.

Non la pensavano così la Provinciale SNA di Roma che qualche giorno fa “auspicava”un’accettazione del piano da parte del proprio organo centrale, né ANAPA ed UNAPASS la cui lista unitaria presentata per la prima volta come alternativa, ha sottratto nella recente elezione dell’Assemblea nazionale del Fondo il 30% dei seggi a SNA.

“Sinceramente non ci aspettavamo – afferma Nicola Picaro, Capolista della Lista unitaria ANAPA UNAPASS – che il sindacato numericamente più grande d’Italia si assumesse una responsabilità così enorme, tanto da aprire la strada al fallimento del Fondo”. “In questi due anni di lunghe trattative – prosegue Picaro – lo SNA ha formulato ipotesi di tagli alle prestazioni senza mai precisare che, come Parte Sociale, non aveva affatto titolo a farlo né che non poteva prendere le relative decisioni”.

Le altre due Parti sociali, ANAPA ed UNAPASS, “forti di un consenso tra i propri associati rappresentativi del 70% dei premi intermediati dal canale agenziale”, hanno risposto al Commissario con adesione al Piano presentato pur argomentando richieste specifiche di alcune modifiche.

Massimo Congiu, come presidente UNAPASS, scrive infatti al Commissario: “Riteniamo che il Piano da Lei presentato sia una corretta sintesi tra tutte le posizioni espresse in questi 18 mesi da tutte Parti Sociali, con i principi di equità e con le due proposte di riequilibrio finanziario approvate il 13 Dicembre 2013 dal decaduto Consiglio di Amministrazione”.

E con riferimento ai tagli prosegue: “A tal proposito La preghiamo di voler porre particolare attenzione, nella definizione modulare dei ‘tagli’, verso quelle posizioni di Pensionati in situazioni di forte debolezza socio economica, in età particolarmente avanzata e titolari di ‘assegno minimo’ o di invalidità ovvero di reversibilità, azzerando o contenendo nei limiti del possibile il loro ‘contributo di riequilibrio’. Tale misura, pur riguardando coloro i quali hanno maggiormente beneficiato di prestazioni ‘generose’ , avrebbe probabilmente un impatto economico moderato, alla luce delle tabelle di sopravvivenza e degli importo in gioco, e salvaguarderebbe soggetti particolarmente “deboli”. Le maggiori risorse eventualmente necessarie potrebbero essere rintracciate facendo ricorso all’emersione parziale e contenuta delle plusvalenze, prevedendo già oggi a livello Statutario una verifica di sostenibilità, puntuale e ad ogni annualità”.

Da ultimo, un’amara considerazione: “Altresì sottoponiamo alla Sua valutazione la possibilità di prevedere il ricorso a strumenti assicurativi per la copertura morte ed invalidità permanente degli iscritti attivi; infatti riteniamo che l’abbandono della copertura in autoassicurazione di anzidetti rischi a favore di strumenti assicurativi contribuisca a rendere ancora piú efficiente la gestione finanziaria del Fondo medesimo”.

Ma veramente il Fondo degli Assicuratori, per alcuni rischi della vita umana, si è sempre autoassicurato in passato?

Nel frattempo i social network ed i blog pullulano di opinioni diverse e di iniziative volte ad affermare principi e a far valere diritti. Da questo intenso dibattito “in rete”emergerebbero due aspetti sui quali riflettere: il primo è che non è da escludere che le iniziative legali paventate da alcuni solo qualche giorno fa, possano essere domani attivate a “parti invertite” verso altri; il secondo è che è in forte aumento il numero degli Agenti attivi che, ormai privi di fiducia, abbiano maturato la decisione di non versare più i contributi al Fondo.

Che fine farà il Fondo Pensione Agenti? Sarà l’inizio della previdenza complementare individuale?

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