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ANAPA | 29 September 2020

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Insurance Daily: Agenti, affrontare le complessità con una categoria compatta

Insurance Daily: Agenti, affrontare le complessità con una categoria compatta

In un contesto di mercato più competitivo, fare rappresentanza significa non solo avere a cuore la tutela dei diritti degli iscritti ma anche la loro crescita professionale e la capacità di rinnovamento. Se ne è parlato nel corso del quarto forum dei Gaa aderenti ad Anapa Rete ImpresaAgenzia, svoltosi ieri a Bologna Il rinnovo dell’Ana. La situazione del Fondo pensione agenti. L’entrata in vigore della direttiva Idd. L’aggiornamento sul Ccnl dipendenti. Questi i principali punti all’odine del giorno del quarto forum dei Gaa aderenti ad Anapa Rete ImpresAgenzia, cui si è aggiunto un ulteriore punto, di recentissima irruzione nel dibattito. Si tratta dell’emendamento al ddl Concorrenza approvato in commissione Industria al Senato, che proibisce il rinnovo tacito per le polizze danni. Un’iniziativa legislativa che era già stata stigmatizzata da Anapa, secondo cui con questa novità si andrebbe a indebolire la posizione dell’assicurato nei confronti della compagnia. Secondo il presidente dell’associazione, Vincenzo Cirasola, “se l’emendamento dovesse passare così com’è, il danno potrebbe essere notevole per gli agenti”. Una platea eterogenea L’appuntamento di Anapa Rete ImpresAgenzia, che si è svolto ieri a Bologna, ha visto una partecipazione eterogenea, compresa quella di alcuni Gaa non iscritti all’associazione. Oltre ai volti storici della vecchia Anapa (Enrico Ulivieri, Federico Serrao, Letterio Munafò, Alessandro Lazzaro) e di Unapass (Massimo Congiu, Nicola Picaro, Paolo Iurasek), in sala erano presenti anche Roberto Salvi, presidente del Gaat, e Jean-François Mossino, presidente del Ga Sai, ma invitato soprattutto in veste di presidente della commissione agenti del Bipar (associazione che riunisce dieci rappresentanze di agenti di nove diversi Paesi europei) per illustrare le ultime novità in arrivo dalle istituzioni comunitarie. La complessità si affronta con una categoria unita A tracciare il fil rouge della giornata, è stato il coordinatore dei gruppi agenti di Anapa, Enzo Sivori. “Per affrontare la crescente complessità degli ultimi anni, è necessaria una strategia comune tra gruppi aziendali e associazioni sindacali”. Stravolgimenti normativi e regolamentari, e altri elementi di destabilizzazione come l’accesa concorrenza portata dalla moltiplicazione dei canali di vendita alternativi, spingono affinché gli agenti intraprendano “un percorso di crescita e rinnovamento. Di questo avviso anche Massimo Congiu, che è intervenuto (applauditissimo) esortando a guardare al futuro con ottimismo: “la categoria deve imparare a governare il cambiamento con uno spirito nuovo”. Un rinnovamento che riguarda anche la dimensione e la strutturazione dell’agenzia: “stanno diventando un fattore critico”, ha ribadito Sivori, secondo il quale “le agenzie non possono più limitarsi ad amministrare un portafoglio, ma devono fidelizzare il cliente, gestire la relazione e occuparsi dei servizi collegati ai prodotti assicurativi”. Dunque la rappresentanza non può focalizzarsi solo sulla tutela dell’iscritto, “ma anche sulla sua crescita professionale”. Per Sivori l’obiettivo delle rappresentanze è quello di modificare l’approccio alle tematiche comuni.

“Anapa ha fatto un tentativo di responsabilizzazione dell’attività dei gruppi all’interno di un sindacato generalista, individuando rappresentanti dei gruppi agenti all’interno dell’Esecutivo nazionale, sul modello dell’Agea, la rappresentanza degli agenti francesi”. Il futuro del Fondo pensione agenti Sivori ha anche accennato a ciò che potrebbe accadere al Fondo pensione agenti. “Abbiamo parlato con il commissario di Covip, Ermanno Martinetto, che sta ultimando il progetto di ripresa dell’attività del fondo”. A breve, Fpa potrebbe tornare alla sua gestione ordinaria, “ma avremo un fondo con un equilibrio instabile perché potrebbe mantenersi solo se il numero di iscritti negli ultimi anni non diminuirà di molto”, ha chiarito Sivori. Il filo interrotto sull’Ana Sul rinnovo dell’Accordo nazionale agenti (Ana), le cui trattative si sono interrotte nel 2013, Vincenzo Cirasola ha ricordato di aver chiesto un incontro alla nuova presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina. Bisogna però capire da che parte riannodare il filo del discorso. Per Cirasola, uno dei problemi più seri è quello della rivalsa, definito “un istituto che non regge più” e sul quale “si rischia di avere un conflitto generazionale peggiore di quello su Fpa”. Secondo Sivori, occorre lavorare insieme (gruppi e associazioni di categoria) per mettere in campo una strategia unica che sia al passo coi tempi: “serve – ha detto – una più ampia articolazione dell’Ana sulle nuove questioni che oggi impattano sull’attività dell’agente”. Le novità dall’Europa Come accennato, il forum ha visto un ampio intervento di Jean-François Mossino, chiamato a fare il punto sulle ultime novità provenienti da Bruxelles per gli agenti. In particolare, è stato ripercorso l’iter che ha portato alla definizione della Idd: la direttiva, approvata a marzo, ora ha due anni di tempo per essere recepita da ogni Stato membro. “In Europa, c’è una tendenza a far coincidere finanza e assicurazione”, ha detto Mossino, sottolineando che “la battaglia vinta dal Bipar è stata quella di convincere le istituzioni del fatto che i due ambiti viaggiano su binari separati”. Il Bipar ha dovuto faticare per mettere d’accordo l’Europa del nord con quella del sud. “Trovare un equilibrio è stato un lavoro epico – ha aggiunto Mossino – ma i risultati sono stati molto positivi: ora ci sono regole uguali per tutti coloro che operano nella distribuzione, è sparita la figura dell’intermediario legato, ed è stato tolto l’obbligo della trasparenza totale sulle remunerazioni di agenti e broker”. Ma non si può abbassare l’attenzione: “la direttiva lascia libero ogni Paese di fare una sovra-regolamentazione. Il rischio – ha avvertito – è che ci siano Paesi che in questi cinque anni, prima della prossima revisione, si lascino calcare la mano”.

Beniamino Musto

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