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ANAPA | 26 October 2020

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IDD: ACB, AIBA E ANAPA CHIEDONO IL RINVIO DI UN ANNO

IDD: ACB, AIBA E ANAPA CHIEDONO IL RINVIO DI UN ANNO
La nuova direttiva europea sulla distribuzione assicurativa entra in vigore il 23 febbraio 2018. Ma le tre associazioni spingono per un posticipo. Ecco perché.  

Anapa (Associazione nazionale agenti professionisti di assicurazione) Rete ImpresAgenzia, Aiba (Associazione italiana broker di assicurazione e di riassicurazione) e Acb (Associazione di categoria brokers di assicurazioni e riassicurazioni) escono allo scoperto e chiedono al Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze) il rinvio di un anno per l’applicazione della nuova Idd (Insurance distribution directive).

Un rinvio, hanno spiegato le tre associazioni in un comunicato, si rende necessario per «consentire un’applicazione completa e approfondita della direttiva». La richiesta (attraverso un documento congiunto) è stata già inviata al ministero.

«Le tre associazioni, unitamente al Bipar, la Federazione europea che rappresenta gli agenti di assicurazione, i broker e gli intermediari finanziari, hanno accolto con favore la direttiva sulla distribuzione delle assicurazioni (Idd), che dovrebbe migliorare le forme di tutela dei consumatori e la stessa attività degli intermediari, ma a causa dell’incertezza giuridica derivante dalla definizione dei testi normativi di secondo livello», hanno chiesto  «più tempo»per l’attuazione della direttiva che dovrà entrare in vigore il 23 febbraio 2018.

«I due regolamenti delegati della Idd in materia di sorveglianza e gestione dei prodotti (POog) e di IBIPs sono stati adottati solo il 21 settembre scorso dalla Commissione e presentati al Parlamento europeo e al Consiglio per il relativo controllo. I citati regolamenti delegati della Idd possono entrare in vigore se il Parlamento europeo e il Consiglio non avranno espresso obiezioni entro i 3 mesi previsti per la procedura di controllo (prorogabile per ulteriori tre mesi)», si legge nella lettera.

Per questo motivo le associazioni «hanno unito la loro voce per chiedere un rinvio». Per leggere la lettera inviata al Mef clicca QUI

 Fabio Sgroi

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