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ANAPA | 27 September 2020

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Esiti del primo confronto tra IVASS, intermediari ed imprese sulla direttiva IDD

confronto-discussione-trattativa-imcNella giornata di ieri primo vivace confronto a Roma sulle linee guida preventive di EIOPA. Perplessità su tempi e contenuti ma disponibilità al dialogo e collaborazione

Si é svolto ieri, martedì 20 settembre, presso palazzo Volpi a Roma il primo incontro previsto per il confronto tra IVASS e gli stakeholders di settore sulle linee guida preventive volte a stabilire i principi sulla base dei quali EIOPA dovrà regolamentare alcuni istituti per i quali è stata delegata dalla Commissione.

Oltre ad ANAPA Rete ImpresAgenzia (con una delegazione formata da Massimo Congiu,Paolo Iurasek, Giovanni Trotta e Alberto Tartaglione), erano presenti, tra gli altri, SNA,AIBA e ACB per gli intermediari, ANIA, ABI, UnipolSai e Intesa Sanpaolo per le imprese. Gli argomenti della consultazione si sono concentrati sulla supervisione e sul governo del prodotto, sul conflitto di interessi, sugli incentivi e sull’adeguatezza ed idoneità dei prodotti. Su questi temi EIOPA ha fissato un’audizione il prossimo 23 ottobre ed ha richiesto pareri alle authority nazionali e agli stakeholders rivolgendo loro 26 domande su punti specifici.

Il  tema dei P.O.G. (Product oversight and Governance) – supervisione e governo di prodotto – da solo, però, ha catalizzato l’attenzione dei presenti e ha decisamente caratterizzato i numerosi interventi.

La nuova IDD richiede, infatti, che chi “costruisce” un prodotto assicurativo (manufacturer) sia tenuto, nel trasferirlo all’intermediario, a definire in un documento scritto (detto appunto P.O.G.) le caratteristiche di quel prodotto, il mercato di riferimento e altri elementi quali i tempi e le modalità di “revisione”, e il distributore, a sua volta,  sia tenuto ad agire nell’ambito di tali riferimenti fissando a sua volta le modalità di distribuzione rispetto ai target individuati.

Ma cosa avverrebbe, ad esempio, se fosse necessario nell’interesse di un cliente, derogare al quadro di riferimento stabilito? E ancora prima di questo, quale soggetto viene considerato effettivamente “manifacturer” di un prodotto? Può essere, in alcuni casi, anche l’intermediario (quando partecipa in veste di co-designer) ed in questo caso quali i rispettivi ruoli delle parti e quali i “target di riferimento”?

E ancora, tutte le informazioni a quale livello di approfondimento dovranno essere declinate?

Alcune di queste, applicando il principio di proporzionalitá che varia in funzione del tipo di prodotto ed al livello di rischiositá per il consumatore ad esso connessi, vedranno mitigati i loro effetti. La difficoltà sembrano incontrarsi proprio in questa ricerca di equilibrio tra gli interessi di salvaguardia del consumatore da un lato ed un eccesso di regole che porterebbero sostanzialmente i meccanismi ad essere troppo farraginosi, con la difficoltà di rispondere realmente ai bisogni del cliente.

Ovvero alla fine il risultato potrebbe essere proprio il contrario di quanto si propone le legge, le regole per tutelare il cliente finirebbero, cioè, per non tutelarlo.

Inoltre il cliente, anello terminale della filiera, rischierebbe di subire i costi legati a tale complessità, potenzialmente anche molto alti.

Gli stakeholders presenti si sono trovati concordi non solo sul timore di un eccesso di regolamentazione, ma sono anche emerse delle perplessità legate alla tempistica di una regolamentazione che anticiperebbe le linee guida al recepimento della IDD, con il rischio di creare una doppia regolamentazione o la necessità di una sua revisione a breve. Con tutti riflessi specularmente connessi all’operatività degli intermediari e delle compagnie.

Tutti gli interventi, seppur con toni diversi, sono stati accomunati dalla stessa intenzione: evitare ove possibile di regolamentare le linee guida senza aver considerato prima gli effetti del recepimento della IDD e senza considerare le diverse caratteristiche degli operatori del mercato e la natura intrinseca dei prodotti. Il confronto proseguirà nei prossimi mesi e dovrà tenere al centro il fatto che è ben diverso tutelare il consumatore quale acquirente di un prodotto vita con contenuto finanziario da quello che acquista un prodotto danni, aziende o retail.

La ricerca di equilibrio peraltro non si esaurisce con questi temi: la necessità di regolare in modo “armonico” rispetto agli altri Paesi dell’Unione e la necessità di rispettare le singole peculiarità dei sistemi distributivi dei singoli paesi membri, assume particolare rilevanza, posto che il sistema italiano è tra i più avanzati sul fronte della compliance e talvolta l’unico a rispondere con appositi regolamenti alle richieste che arrivano da Bruxelles.

Da ultimo servirà definire tutte queste variabili in funzione del tipo di distributore, tenuto presente che la IDD disciplina tutti i tipi di intermediazione e che la complessità del sistema richiede ormai la presenza di un interlocutore “professionista” che sia in grado di contemperare tutte le variabili in campo, sia nei confronti del cliente che nei confronti delle compagnie.

Intermedia Channel (in collaborazione con Alberto Tartaglione, membro commissioneBipar di ANAPA Rete ImpresAgenzia)

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