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ANAPA | 19 October 2021

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Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 31 del 28/10/2016

Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 31 del 28/10/2016
ESISTE RAPPRESENTANZA E RAPPRESENTANZA….
Care colleghe, cari colleghi,

la recente vicenda che ha investito il Gruppo Agenti Zurich e i suoi rapporti con l’impresa impone alcune riflessioni sul ruolo dei gruppi e delle associazioni di categoria in tema di rappresentanza dei colleghi.

Da un punto di vista istituzionale si ritiene che i livelli di rappresentanza siano due e compartimentati: il primo più generale o “generalista”, affidato alle associazioni di categoria ed il secondo “aziendale”, più specifico, di competenza dei gruppi che, concretamente e quotidianamente, intessono le relazioni industriali con l’impresa.

Questa apparente dicotomia, che appartiene in realtà a visioni di impostazione vetero-sindacale, è superata nei fatti e suggerita dalle evoluzioni normative e regolamentari, quando si riconosca ai Gruppi Agenti un ruolo di co-essenzialità nella formazione delle linee strategiche che riguardano le questioni del primo livello e che Anapa Rete ImpresAgenzia ha saputo valorizzare fin dalla sua costituzione.

Da questo discende la richiesta di tutela sindacale richiesta ad Anapa dal Gaz e a questo si deve l’intervento della nostra associazione attraverso il coordinamento dei Gruppi che ha saputo coinvolgere in quest’ottica anche Gruppi non aderenti ad Anapa.

La pressione esercitata e fattivamente volta a riaprire il dialogo Gruppo – impresa, svolta da Anapa, ha rischiato però di essere vanificata da un’altra sigla sindacale, lo Sna, a tutto nocumento per il Gaz.

In virtù dell’intenzione di voler “proteggere” i propri iscritti, e non tutti gli Agenti Gaz, Sna ha pensato infatti di dover interloquire direttamente con l’impresa senza concertare alcunché, né raccordarsi in alcun modo, né con il Presidente Gaz investito da un congresso elettivo, né con il Gruppo che logica vorrebbe rimanesse sovrano.

Peccato che un simile atteggiamento, senza precedenti, sembra orientato a delegittimare il Gruppo (o il suo Presidente), piuttosto che a coadiuvarlo in sinergia e nell’interesse di tutti gli Agenti.
È ancora immaginabile uno scenario nel quale, invece di collaborare, un’associazione di categoria pensa di poter “saltare” un presidente, ignorandolo? È possibile che un’associazione di categoria esprima soddisfazione dopo aver parlato con l’impresa e non con i rappresentanti degli agenti?  

Sono molte le sfide che attendono gli agenti nel prossimo futuro, dall’abolizione del tacito rinnovo alla direttiva sulla distribuzione ed in un mondo che cambia così sostanzialmente è impossibile pensare che la rappresentanza sia pensata in modo così “ancestrale”, teso ad affermare interessi di parte in forza di personalismi così evidenti da creare solo danni.

Buona lettura!

Paolo Iurasek

vicepresidente