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ANAPA | 24 February 2018

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Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 25 del 1/09/2017 di ANAPA Rete ImpresAgenzia

Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 25 del 1/09/2017 di ANAPA Rete ImpresAgenzia

L’AUTUNNO CALDO DEL MERCATO ASSICURATIVO

Cari colleghi,

le vacanze sono quasi del tutto terminate e si ritorna al nostro tran tran quotidiano, all’angolo di visuale dietro la nostra scrivania. Ricorderemo l’estate 2017 certamente sia per il caldo da record, sia per il ripetersi di eventi sismici e catastrofali che hanno evidenziato sia la vulnerabilità specifica dell’Italia, sia l’inadeguatezza del sistema di prevenzione e di intervento incentrato esclusivamente sulle casse pubbliche. Sarà la volta buona che siano rese obbligatorie le coperture assicurative?

Eppure anche questa estate che volge al termine è stata piena di notizie che hanno riguardato il settore assicurativo, apparentemente scollegate le une dalle altre, utili invece per farci un’idea di come potrebbe essere il prossimo autunno.

Colgo segnali positivi che possono consolidare sia la centralità dell’intermediario nella filiera della distribuzione assicurativa che il suo ruolo sociale.

Ma in quale contesto ci muoveremo?

Moody’s vede in rialzo il PIL dell’Italia a +1,3 nel 2017, così come l’indice di fiducia di famiglie e delle imprese è ritornato ai livelli di 10 anni fa. Gli operatori economici potranno muoversi in un ambito socio economico più dinamico caratterizzato da una maggiore propensione ai consumi seppure più selettivi.

 Inoltre, la recente approvazione da parte del Governo del Decreto per il reddito di inclusione sociale potrebbe offrire un apporto per il sostegno verso i 4 milioni di nostri concittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà. Si attendono, in aggiunta, nell’ambito della legge di stabilità misure a sostegno dell’occupazione giovanile e delle imprese.  In questo contesto sarà possibile dare piena applicazione alle misure contenute nel DDL Concorrenza che dal 29 Agosto è legge. La possibilità di trasferire solamente una parte, e non il 100% del TFR maturato alla previdenza complementare, può trovare maggiore disponibilità da parte di imprese e dipendenti.

 Se ben applicate, per giunta, le scontistiche sul premio RC Auto previste per l’installazione di sistemi black box di prevenzione per la guida in stato di ebbrezza, di ispezione preventiva del veicolo, così come la tariffa RC Auto virtuosa per provincia/regione, possono generare un risparmio per il consumatore da destinare magari a forme di investimento o ad altre forme di tutela. Questo agevolerebbe lo sviluppo del ramo danni non auto che potrebbe farci recuperare redditività in forma strutturale anche alla luce del mantenimento della tacita proroga.

 Le indagini portate avanti da Ivass e conclusesi ad agosto sui comportamenti dei concessionari di auto e di società di autonoleggio in tema di collocazione di polizze assicurative rafforzano l’etica e la professionalità degli intermediari cosiddetti “tradizionali”, sempre più vicini alle esigenze degli assicurati. Si arresta quindi la quota di mercato dei canali alternativi a favore di figure professionali come gli intermediari garanti del buon rapporto prezzo e garanzie.

L’indagine Ivass sulle polizze vita dormienti ha fatto emergere un dato impressionante: un tesoretto da 190 miliardi, 4 milioni di polizze giunte a scadenza per le quali le Compagnie non sanno se i beneficiari sono vivi o deceduti ovvero non reclamano la riscossione del capitale perché non sanno di esserne beneficiari.

Sarebbe ingiusto che queste somme venissero incamerate dallo Stato o che rimanessero altro tempo nelle casse delle Compagnie! Come intermediari possiamo svolgere un ruolo attivo, da un lato, chiedendo al Governo una ulteriore proroga dei termini di decadenza del beneficio di incasso, dall’altro, attivandoci per rintracciare i beneficiari designati in collaborazione, ad esempio, con l’ordine dei notai, degli Enti Locali, dell’Istituto di Vigilanza e delle Imprese. Per evitare che tali fenomeni possano ripetersi per le polizze vita vigenti, una volta che saranno giunte alla loro naturale scadenza o al verificarsi dell’evento premorienza, andrebbe intrapresa un’attività di verifica dei beneficiari designati, magari favorendo l’indicazione di beneficiari specifici (i beneficiari generici rappresentano il 75% tra quelli indicati nelle polizze vita). Sarebbe un’attività di alto valore professionale ed una buona occasione con interessanti risvolti commerciali.

Si avvicina, infine, la data per il recepimento della nuova Direttiva Europea sulla Distribuzione assicurativa, la IDD, e certamente, come Parti Sociali, saremo chiamati dal Mise per proseguire il confronto di merito. Nei diversi incontri di “Anapa On Tour” abbiamo rappresentato ai tanti colleghi intervenuti luci ed ombre della nuova Direttiva e, coerentemente alle indicazioni ricevute dal Bipar, a cui Anapa Rete ImpresAgenzia aderisce da diversi anni, proporremo al Mise le opportune modifiche. Tra tutte una migliore regolamentazione del servizio di consulenza personalizzata, magari prevedendo anche la possibilità che sia remunerata, demarcherebbe la differenza tra chi si limita a distribuire polizze e chi invece svolge una attività di intermediazione con professionalità e competenza.

Guardare con ottimismo al nostro futuro ed agire con pragmatismo per costruircelo è come conoscere un altro aspetto della intermediazione, un’altra parte del mondo e non un mondo a parte. Il nostro obiettivo in questi anni è stato quello di contribuire a scardinare quel muro che separa le persone cosiddette normali da chi si confronta con i problemi e punta alla loro soluzione.

In questo scenario così mutato e mutevole, qualora le Associazioni di Rappresentanza degli agenti dovessero ritrovarsi in autunno con l’Ania per ridiscutere l’ANA, quali istituti andrebbero salvati, quali quelli da escludere ovvero quali quelli nuovi da introdurre?

Buona lettura!

Massimo Congiu

Past-President

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