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ANAPA | 28 October 2020

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Editoriale e Rassegna Stampa Settimanale n. 24 del 26.06.2015

AGENTI IN CALO MA LE COMPAGNIE PROSPERANO

Cari colleghi,

martedì scorso ho partecipato all’assemblea annuale di IVASS, dove ho ascoltato con attenzione le parole del presidente Salvatore Rossi, che ha evidenziato come il sistema assicurativo sta bene e la crisi si può considerare definitivamente alle spalle. E questo è un dato positivo per le compagnie, forse meno per le banche il cui terreno è diventato sempre più accidentato. Nello specifico il presidente di IVASS ha evidenziato che “un sistema assicurativo sviluppato, moderno, proiettato nel futuro” sia “vitale” per l’economia italiana”. Egli ha detto che “Sappiamo che nei prossimi anni le banche saranno diverse, come diverso sarà il loro ruolo nel finanziare l’economia reale. Anche le assicurazioni cambieranno, sotto l’impulso dell’innovazione, dall’evoluzione dei bisogni del mercato e anche dal mutamento di regime regolamentare”. Il presidente Rossi ha, altresì affermato: “Insomma mi sembra di capire che il punto chiave per le assicurazioni, come per le banche, sarà la conoscenza del cliente: quella conoscenza che il mondo digitale, popolato di social media, rende, secondo alcuni, meglio acquisibile con procedure automatiche che attraverso la relazione umana funzionario-cliente. Una conoscenza approfondita e affidabile del cliente e d’altro canto cruciale sia per disegnare il suo profilo di rischio, sia per configurare un prodotto personalizzato che sia più attraente in termine di qualità, non solo di prezzo, dunque più competitivo.

Parole sacrosante che confermano che le compagnie, senza gli agenti, che sono gli unici che conoscono i clienti, chiuderebbero presto.

Mi preoccupano altrettanto, le parole di ROSSI riferite al fatto che l’RCA sia destinato sempre a decrescere e il gap dei premi con l’Europa nel 2020 sarà pari a zero. Questo se da un lato fa felice il consumatore che paga meno premi e le compagnie che pagano meno sinistri, dall’altro non è gradito, invece a noi agenti che sulla Rc Auto abbiamo in parte fondato il nostro business. L’agente “italiano”, che ha un mix di portafoglio medio di oltre il 50% di RCA , considerando l’invocato calo delle tariffe, è destinato a diminuire sempre più il reddito. In sostanza possiamo dire che oggi mentre le compagnie guadagnano, i propri agenti piangono.

Infatti, il dato che deve farci riflettere più da vicino riguarda il numero di intermediari iscritti al RUI. Se il dato rimane a livello globale essenzialmente stabile per quanto riguarda gli agenti
in sezione A, al 31 dicembre 2014 il numero delle persone fisiche è di 25.533 (26.331 nel 2013, quasi 800 iscritti in meno), mentre quello delle società è di 9.515 (9.611 nel 2013, quasi 100 iscritte in meno). Per alcuni questo fenomeno si chiama razionalizzazione e selezione naturale, per noi forse che la viviamo sulle nostre spalle, impossibilità di fare reddito e crescere nel proprio business.

Buona lettura
Vincenzo Cirasola
Il presidente nazionale

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