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ANAPA | 25 October 2020

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Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 24 del 09/09/2016

Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 24 del 09/09/2016
L’INDISCUTIBILE RUOLO SOCIALE DELL’AGENTE

Cari colleghi,

negli ultimi mesi mi sono spesso soffermato a pensare al reale scopo della nostra attività, nonché ad alcuni vocaboli che nel nostro settore vengono comunemente utilizzati, a volte abusati, spesso senza dare il giusto peso.

Inoltre, i tristi accadimenti estivi hanno acuito la necessità di riflettere sul valore profondo di essere gli “assicuratori” di chi quotidianamente ripone in noi la propria fiducia.

Un termine che mi affascina ormai da anni è  “cliente-centrico” che pare sinonimo di un sistema di offerta che pone al centro la soddisfazione delle esigenze assicurative di un individuo e che deve coniugare tale obiettivo con il proliferare di strumenti tecnologici (come la black box) e di processi di selezione del rischio che dovrebbero avere come punto d’arrivo l’analisi dei comportamenti e dei bisogni del cliente per strutturare un’offerta sempre più personalizzata e che invece, a volte, possono sembrare volti a garantire attraverso l’analisi di “big data“  una marginalità.

Trovo molto interessante anche la definizione di “prodotto da bancone”, immagino riferita ad un prodotto con uno scopo circoscritto, dalla modularità estremamente limitata e dal costo (e relativa marginalità per noi) molto contenuto.
Il termine evoca l’immagine di quello scaffale al supermercato dove vi sono degli articoli in offerta speciale che in teoria si vendono da soli, in teoria…

Ciò detto, con un pizzico di sarcasmo, ritengo strategico porre al centro del nostro lavoro l’attenzione verso il prossimo, laddove l’agente di assicurazioni diviene promotore di educazione assicurativa e quindi di prevenzione, protezione e trasferimento del rischio, stimolando le istituzioni, dalle piccole comunità a quelle nazionali, nonché i singoli cittadini, a riflettere sul valore della vita, preservandola adeguatamente, percorrendo insieme un percorso volto alla consapevolezza della necessità di vincere l’inerzia, non solo a livello economico, ma soprattutto a livello mentale (si veda l’articolo in primo piano, quanto è scoraggiante) per agire affiancati dal proprio agente professionista che ha la responsabilità e l’onore di aiutare a proteggere l’individuo, le persone e le cose più care, ovvero la propria famiglia, la casa dove dovrebbe trovare un rifugio sicuro ed il luogo dove ogni giorno lavora dando un senso alla propria esistenza.

Consapevoli della grande importanza sociale delle nostra professione, dobbiamo andare avanti per la nostra strada e ricominciare a confrontarci con i nostri interlocutori, chiedendo lo spazio e le risorse necessarie per fare il nostro bellissimo lavoro.

Dobbiamo tornare a mettere al centro l’individuo prima di percorrere la strada che ci porterà a diventare “agenti ibridi” digitalizzati e connessi, condizione che ci renderà maggiormente reperibili e vicini ai nostri clienti, ma che non deve essere confusa con l’oggetto della nostra attività che i terribili accadimenti estivi hanno contribuito a ricordarci essere ben più profondo, importante e nobile.

Buon lavoro a tutti

Erik Somaschini
Componente della Giunta Esecutiva Nazionale