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ANAPA | 28 October 2021

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Editoriale e Rassegna Stampa Settimanale n.23 del 18/06/2015


CUI PRODEST “LIBERI TUTTI”? Chi vince e chi perde?

Cari Colleghi,

con la nostra rassegna stampa di questa settimana vorrei condividere con Voi alcune riflessioni scaturite a seguito della lettura di una delle comunicazioni accorate che riceviamo presso la segreteria di colleghi affranti per la gestione ormai insostenibile delle loro agenzie/aziende.

Mi rattrista leggere che persone competenti che hanno creduto alle promesse dei commerciali di alcune compagnie, si vedano oggi costretti a dimettersi e a rinunciare a un lavoro che hanno svolto da anni. Mi rattrista leggere che queste persone abbiano creduto, come scrive il nostro collega, “alla presentazione di una Ferrari che si è rivelata essere poco più di una 500”. Ma quello che maggiormente rattrista è il silenzio che spesso accompagna queste vicende. Il silenzio delle compagnie, che come evidenzia il collega, “anni fa erano attente ai propri agenti e al loro fianco nei momenti difficili” e oggi sono silenti. Ma silenti sono anche coloro che hanno festeggiato in modo trionfale le storiche vittorie della categoria, inneggiando alla libertà dai gioghi delle compagnie, liberi dalle pastoie rappresentate dall’ANA 2003, finalmente veri imprenditori di se stessi.

Si, ma liberi da che cosa? E tutta questa libertà, prontamente sbandierata in ogni consesso ufficiale chi ha reso più ricchi, noi o le Compagnie? La risposta, cari colleghi, purtroppo la sapete…(e ve la ribadiamo con l’articolo che abbiamo deciso di ripresentare nell’apertura).

Nel frattempo noi assistiamo inerti a un’emorragia. Sempre più colleghi si disperdono, e si sgretola il lavoro che essi hanno costruito faticosamente in questi anni. Certo, sono i colleghi più impreparati, quelli che non sono stati accompagnati con i supporti adeguati a cogliere le sfide del futuro, ma abbandonati al loro destino anche grazie alle libertà concesse dai regolatori che hanno permesso alla Compagnie di non investire sulla qualità e la sostenibilità delle reti agenziali, preferendo politiche di breve termine e molto più aggressive.

Per questo siamo convinti si debba rimettere al centro della discussione politica la figura dell’Agente di assicurazione, quale imprescindibile fulcro nella relazione Cliente/Compagnia e meritevole quindi dei necessari investimenti da parte delle Compagnie.

Investimenti assolutamente necessari per contrastare la forte spinta verso la disintermediazione messa in atto dai nostri regolatori con provvedimenti quali la dematerializzazione del contrassegno e dell’attestato di rischio che, sommati all’introduzione dell’home insurance, potrebbero addirittura desertificare le nostre agenzie riducendo di conseguenza ulteriormente i nostri redditi e mettendo a rischio di chiusura un numero sempre maggiore di Agenzie/Aziende.

Siamo pronti ad affrontare questo shock? Ne abbiamo parlato abbastanza?

La risposta, cari colleghi, è no… L’invito è che tutti noi si possa mettere da parte gli attacchi sterili e le polemiche da bar per lavorare assieme e guardare avanti per il futuro della nostra professione. Noi di Anapa siamo pronti, senza rancori e rimpianti.

Rimbocchiamoci le maniche per il bene della nostra categoria.

Buona lettura

Enrico Ulivieri
vice-presidente

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