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ANAPA | 4 December 2020

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Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 21 del 23/06/2017 di ANAPA Rete ImpresAgenzia

Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 21 del 23/06/2017 di ANAPA Rete ImpresAgenzia

L’AUTOCELEBRAZIONE… “BUFALE 2.0” del terzo millennio

Cari colleghi,

nell’ambito dell’associazionismo o tra gruppi di agenti di assicurazione, la comunicazione riveste un aspetto rilevante e fondamentale.
Il suo utilizzo può creare collettività, unione, interesse, così come può rivelarsi un boomerang e realizzare invece disinteresse, disunione, allontanamento dalla causa e dall’associazione.

COME si comunica, COSA si comunica, QUANDO si comunica sono elementi importanti della comunicazione moderna.
Si scrivono fiumi di parole, si scrivono comunicazioni lunghe, tediose, piene di proclami. E’ impossibile fare in questo contesto un’analisi globale. Quindi mi soffermo solo su due aspetti, che riguardano da vicino il nostro mondo:

•          Le “bufale” (non quelle del mio territorio, come raccontava un collega in un recente editoriale, tanto utili e indispensabili a realizzare una bontà tipica e doc come la mozzarella);
•          L’autocelebrazione: un rito sostanzialmente inutile.

Il web è pieno di “bufale”, districarsi tra notizie vere, mezze notizie, e vere e proprie “news travestite da bufale” è complicato, ma non impossibile. Nella lingua italiana il termine “bufala” indica un’affermazione falsa, inverosimile, volta a ingannare. Secondo il vocabolario degli Accademici della Crusca significa “portare a spasso l’interlocutore trascinandolo”.

Diceva un mio caro amico giornalista che smentire una notizia falsa, fa solo un ulteriore piacere al “bufalaio”, perché si protrae così a ripetizione il suo inganno.

“Nulla è più terribile dell’ignoranza attiva” diceva J.W. Von Goethe e spesso vediamo come chi parla del nostro mondo, non ne conosca molti aspetti e i tecnicismi e questo porti al propagarsi di molte bufale.

Cosa più interessante invece è l’autocelebrazione letta su innumerevoli comunicazioni di settore, che ormai sono diventate autoreferenziali. Noi agenti ne siamo un modello, (ad alcuni) piace autocelebrarsi… forse solo i politici di professioni ci fanno il baffo!

I danni che alcuni direttivi delle varie associazioni o gruppi di agenti fanno con l’autocelebrazione neppure lo immaginiamo.

L’autocelebrazione è sintomo di una grave carenza di autostima, è il desiderio ardente di avere attenzione dagli altri. L’autocelebrazione inganna l’autostima, è un comportamento artificioso con cui il narcisismo esprime il proprio io, è addirittura la perversione di se stessi, è propaganda fine a se stessa. Una comunicazione autocelebrativa è la mercificazione dell’io che diventa un articolo su uno scaffale.
L’autocelebrazione è figlia dell’arroganza, è volere apparire per più di ciò che si è.

Chissà se l’autocelebrativo è “una creatura divina”!  Forse è più una creatura animalesca o un discendente animalesco!

A voi che animale fa venire in mente? Una bufala? … mi sa che è troppo!

Giovanni Trotta,
Componente Giunta Esecutiva