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ANAPA | 21 April 2021

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Editoriale e rassegna stampa settimanale n.1 del 13/01/2017 di ANAPA Rete ImpresAgenzia

Editoriale e rassegna stampa settimanale n.1 del 13/01/2017 di ANAPA Rete ImpresAgenzia
PRIMA… O POI I NODI VENGONO AL PETTINE!

Cari colleghi,

sulla vicenda del vergognoso spot pubblicitario di Prima Assicurazioni Spa, il messaggio nel quale un soggetto iscritto in Sezione A sbeffeggiava gli agenti di assicurazione, quelli veri che ogni mattina con sacrificio, passione e orgoglio si recano in agenzia e dai clienti a fare le polizze, soltanto ANAPA Rete ImpresAgenzia si è sentita in dovere di prendere immediatamente posizione e, per difendere e tutelare la loro dignità, ha presentato un esposto all’AGCM e lo ha inviato per conoscenza anche all’IVASS. Attendiamo le valutazioni dell’Autorithy.

Lo SNA, in quest’occasione, sembra essersi girato dall’altra parte, in tutt’altre faccende affaccendato, forse più preoccupato di salvaguardare i buoni rapporti con la compagnia proprietaria al 50% di PRIMA Spa (la NOBIS, per intenderci) che di sostenere le istanze dei propri iscritti. Questa volta che c’era davvero da difendere la categoria, con i fatti e non a parole, si è preferito un atteggiamento “garantista” e meno aggressivo del solito.
E adesso che i difendibili (gli agenti, sempre quelli veri) sono diventati … diversamente difesi?

Perché in questa vicenda, apprendiamo da un’intervista pubblicata su una rivista specializzata, è successo proprio così! Si è rinunciato a sostenere le istanze di chi, dall’interno, sollecitava un intervento a tutela della dignità degli agenti e si è corsi a fare la genuflessione davanti alla compagnia, concedendo, dicono i maligni, la pubblicazione di un “redazionale” scritto dalla compagnia stessa, che quindi di redazionale non ha niente, e di tre pagine pubblicitarie a ristoro dell’impertinente documento della provinciale romana che, sull’immobilismo SNA in merito a PRIMA, era stata molto critica.

Se così fosse la figuraccia sarebbe epocale…

E poi, non era ANAPA che andava a braccetto con le compagnie secondo le fantasiose teorie dello storico sindacato nazionale? Proviamo a considerare quello di PRIMA Spa un incidente, può capitare di scottarsi. Però… non è la prima volta. Perché se proprio la vogliamo dire tutta, a guardare bene, anche nel caso del Fondo Pensione la vicinanza di SNA alle imprese non è stata mica da poco. Prima la ghiotta occasione servita su un piatto d’argento e colta al volo dalle imprese di risparmiare 20 milioni una tantum e 100 euro all’anno per ciascun agente iscritto al FPA causata proprio dal rifiuto di SNA di discutere il piano di risanamento proposto, salvo poi far subire a tutti un massacro post-commissario.

Di seguito, nonostante le sparate tutte di facciata del nuovo che avanza e con tutte le energie mentali utilizzate per addossare alle assenze di ANAPA la responsabilità dell’aumento dei compensi per i sindaci del FPA, lo SNA ha forse dimenticato di rileggere lo Statuto del Fondo dal quale avrebbe tratto spunto per la prima vera azione di risanamento del nuovo corso.

Pensiamoci bene: a cosa serviva partecipare ad una votazione persa in partenza e contro i propri “solidi” princìpi quando si poteva benissimo abbandonare la sala e far mancare il quorum necessario (50% più uno, c.2 art. 15 Statuto FPA) per la votazione, se non a garantirsi (barattare? Concordare? Trattare? …) nella stessa giornata, l’elezione alla presidenza del Fondo?

Metto la bandierina sulla poltrona del presidente e racconto ciò che voglio a chi mi crede, facendo ricadere la responsabilità su altri.  Ma chi ci crede? Neanche gli adolescenti si perdono in così poco. 

E’ davvero questa la rappresentanza che cerchiamo? ANAPA Rete ImpresAgenzia non ha la stessa macchina da guerra che poi è l’Esercito di Franceschiello, ma è l’unica associazione che in questi anni ha detto la sua confrontandosi con tutti, ANIA, OO.SS., IVASS, COVIP, FPA, senza mai abbandonare un’occasione di dialogo serio e, anzi, ricercandola con chiunque e chiarendo le proprie posizioni con trasparenza. 
Confronto appunto, né scontro a priori né servilismo sciocco. Ma lo capiamo, la chiamano trasparenza, ma non è da tutti.

La stessa trasparenza che manca invece quando si decide per esempio di non rendere pubbliche le “75 pagine” e di valutare in camera caritatis, “sentite anche le parti interessate” la gravità delle azioni evidenziate dal commissario. Perché non facciamo che la relazione va sul sito, lasciamo che a valutare siano gli aderenti?

Fiduciosi, attendiamo che i nodi vengano al pettine.

Buona lettura

Giovanni Puxeddu
Presidente regionale Sardegna