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ANAPA | 28 September 2020

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Editoriale e rassegna stampa n.35 del 10/11/2017 di ANAPA Rete ImpresAgenzia

Editoriale e rassegna stampa n.35 del 10/11/2017 di ANAPA Rete ImpresAgenzia
NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA.

Cari colleghi,

Chris Lee, direttore generale del dipartimento Europa del mega studio di architettura che ha progettato lo stadio olimpico di Londra 2012, ipotizza che in un futuro molto prossimo gli stadi possano diventare enormi isolati urbani all’interno dei quali troveranno posto luoghi di cultura, case, scuole, negozi e alberghi. Saranno funzionali all’uso per il quale sono nati, con posti a sedere interattivi e possibilità di vedere la partita da più angolazioni, magari con uso di sistemi VR e AR, ma nel loro insieme integreranno anche infrastrutture e servizi utili alla comunità che li abiterà. Per tanti forse non sarà più lo stesso, ma potremo continuare ad attendere la domenica per gioire o piangere delle imprese dei nostri idoli perché il cuore della struttura sarà sempre un campo da calcio o da basket o da rugby con decine di migliaia di spettatori. Semplicemente si trasformeranno le abitudini grazie ad una visione diversa che non prevede né il sopravvento della pay tv né la scomparsa di striscioni, scarpette chiodate e dei lunedì mattina al bar sport con gli amici, ma una nuova e diversa modalità di vivere una passione. 

Allo stesso modo i confini fisici tra Stati restano confini, ma si trasformano prima di quanto possiamo rendercene conto e senza una data fissata da qualcuno. In alcuni casi cadono le barriere, in altri si costruiscono muri nella speranza che almeno da un lato nulla cambi e non ci siano contaminazioni. Gli abili, i fortunati, gli illuminati da una parte, tutti gli altri al di là del muro, oltre il confine normalmente tracciato da chi non prevede l’utilità e la necessità di un confronto e ritiene di bastare a se stesso, credendo, anzi, di poter insegnare ad altri che, ovviamente, considera meno brillanti e con visioni miopi.

E’ da decenni che le compagnie vendono le polizze in banca, le abbinano ai crediti personali, le distribuiscono nelle agenzie di viaggio e oggi ci preoccupiamo del rischio della multicanalità? Ci siamo mai domandati se anziché costruire muri di confine, la multicanalità potrebbe esserci d’aiuto? Abbiamo mai fatto un confronto con le mandanti per capire, per esempio, se i clienti contattati dalle dirette che non hanno aderito alla proposta ricevuta possono essere “condivisi” con gli agenti che, magari, potranno fidelizzarli come altri non sono riusciti a fare?

Nel mentre il mondo acquista su internet dai calzini agli orologi di lusso e Amazon, senza che noi ce ne siamo resi conto, anzi, mentre noi incentiviamo questo sistema di vendita, si è già data alla proposta di servizi assicurativi, così mentre siamo qui a raccontarci quanti investimenti in tecnologia fanno le nostre compagnie, il colosso delle vendite online ci ha già sommerso di polizze, estinguendoci.

La tecnologia ha invaso le nostre agenzie dalla fine degli anni ‘80 quando pensavamo di dover decimare il personale per far posto a pc e fax. E cosa è successo? Il nostro lavoro si è evoluto, si è… trasformato. Esattamente come deve succedere da oggi, anzi da ieri in avanti. 

Certo, la velocità dei cambiamenti odierni sicuramente ci spaventa, ci rende ansiosi. Ma non è rifiutando il cambiamento o facendo battaglie di retroguardia che le nostre agenzie resteranno sul mercato. Piuttosto, se come sempre è accaduto, saremo disponibili e capaci a partecipare alla costruzione della nuova strada per la nostra professione, se saremo aperti e disponibili al confronto pur non rinunciando a mettere in discussione posizioni di potere che sembrano inattaccabili, se saremo in grado di dimostrare l’utilità della nostra funzione ai nostri interlocutori, forse riusciremo a trarne anche noi dei vantaggi, a trasformarci senza estinguerci.

Non abbiamo da creare una nuova professione e tanto meno contribuire a distruggere quella che c’è, ma almeno per dimostrare ancora la legge di Lavousier è bene che con impegno, contribuiamo a trasformarla. 

Buona lettura!
Giovanni Puxeddu
Presidente Regionale Sardegna