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ANAPA | 16 November 2018

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Ciao, Massimo. Ti saluto e ti faccio una promessa.

Ciao, Massimo. Ti saluto e ti faccio una promessa.

Di seguito la lettera aperta del presidente di Anapa, Vincenzo Cirasola, all’amico e collega Massimo Congiu, prematuramente scomparso nei giorni scorsi. Tanti ricordi e una promessa: “Proseguirò e porterò a termine le battaglie che abbiamo combattuto insieme per gli Agenti”.

Caro Massimo,

anche se sembrerà retorico è evidente che questa lettera non l’avrei mai voluta scrivere, ma lo faccio con molto affetto.

Ricordo con emozione l’occasione che ci ha fatto incontrare per la prima volta, tanto tempo fa. Eravamo all’inizio degli anni 2000 e sedevamo entrambi al tavolo istituzionale dell’ANIA per la complessa trattativa per il rinnovo dell’accordo ANA. Tu come rappresentante della Commissione tecnica di Unapass, io, allora, come vice-presidente nazionale del Sindacato Nazionale Agenti. Guarda che destino! Quell’accordo raggiunto nel 2003 – nonostante siano passati 15 anni – è quello ancora oggi in vigore e al quale facciamo tutti riferimento.

Fin dalle battute iniziali, confesso di aver apprezzato la tua dialettica, la tua lungimiranza, la tua perspicacia e il pragmatismo. Nonostante fossi un giovane agente, poco più che trentenne, tali qualità le hai dimostrate in più occasioni e sono note a tutti coloro che hanno avuto l’onore e il piacere di conoscerti, anche solo professionalmente. Ho sempre ammirato anche la tua correttezza e integrità. Nonostante entrambi rappresentassimo due sigle sindacali differenti, hai sempre considerato la diversità un motivo di confronto e non di scontro. È una qualità che possiamo riconoscere solo ai “grandi”, quella di non aver paura della pluralità del pensiero. E questo è stato un valore che ci ha sempre accomunato.

Abbiamo poi avuto altre occasioni di confronto e dibattito, in diversi convegni e tavole rotonde, con convinzioni e visioni anche opposte, ma sempre nel reciproco rispetto e senza mai cadere nel pettegolezzo, offese, invidie e ipocrisie.

Fino a quel momento però avevo conosciuto solo l’uomo istituzionale.

È stato successivamente in occasione dell’unificazione di Unapass con Anapa il 19 novembre del 2015, giorno che rimarrà nella storia della nostra categoria e nel mio cuore, al primo Congresso elettivo che ha creato la nuova associazione, Anapa Rete ImpresAgenzia, che ho avuto modo di conoscere “l’uomo Massimo”. Un combattente, una persona che ha vissuto in prima linea e che nonostante la malattia non si è mai tirato indietro e sottratto ai suoi compiti. Sei stato al mio fianco, fino all’ultimo giorno, nelle battaglie più importanti ed è grazie a te che oggi possiamo annoverare molti risultati tra cui la vittoria contro Prima. it, il ripristino del “tacito rinnovo”, lo slittamento dell’introduzione della IDD, e tante altre cose ancora.

Sento ancora la commozione per le sincere e belle parole che hai pronunciato nel tuo intervento al congresso di Anapa, quando hai fatto venire i brividi e scendere qualche lacrima, ai circa 450 colleghi presenti, mentre ti applaudivano calorosamente. Io c’ero quel giorno e non lo potrò mai dimenticare. Spesso mi rivedo quella foto, che ci ritrae insieme abbracciati sul palco, dove tu, nonostante il dolore per i segni della malattia, sorridi e trasmetti forza a tutti noi e ai presenti.

Per questo, in qualità di giurato, sono stato molto orgoglioso di aver proposto il tuo nome alla terza edizione dell’Italy Protection Award 2015, per il premio degli intermediari. Sei stato votato all’unanimità e premiato per “le idee innovative e la passione nell’attività di rappresentanza”.

Conservo ancora con orgoglio la foto che ci ritrae mentre ti consegno il premio, a Milano il 23 marzo 2016, durante la cena di gala. Ti ricordi? Al nostro tavolo, oltre agli altri colleghi di Anapa, c’erano sia mio figlio Gabriele, che tuo figlio Mattia. I tuoi occhi brillavano dall’emozione e lo stupore, quando ti sei sentito nominare vincitore. Mattia era molto fiero di avere un padre come te, come lo sono certamente gli altri tuoi figli Mirko, Gabriele e Francesco, e la tua cara moglie Rosa, che ti è sempre stata vicina in questa battaglia. Anche se non li conosco personalmente desidero abbracciarli tutti con sincero affetto. Ecco, Massimo, proprio quella passione, quello spirito che è stato premiato, che ti è appartenuto ci auguriamo che possa ancora accompagnarci anche se tu, fisicamente, non sei più con noi. Anapa ha e vuole continuare ad avere una visione democratica, pluralista, liberista, un approccio che valorizza le relazioni, le opinioni, senza pregiudizi e senza discriminanti.

Perché la falsa conoscenza è molto peggio dell’ignoranza.

Ho una promessa da farti: i tuoi sforzi non sono stati vani, il nostro progetto crescerà e proseguirà con determinazione, e, insieme ai tanti amici che ti hanno stimato e voluto bene, continueremo a combattere le battaglie per la tutela degli agenti, sapendo che anche tu da lassù veglierai su di noi.

Grazie Massimo, ti voglio tanto bene.

Tuo, Vincenzo.