Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

ANAPA | 5 December 2021

Scroll to top

Top

ANAPA-IVASS, CONFRONTO SUL PROVVEDIMENTO 97

ANAPA-IVASS, CONFRONTO SUL PROVVEDIMENTO 97

Consulenza a pagamento (obbligatoria e facoltativa), indicazione dell’incentivo sui prodotti vita e vendita a distanza. Sono, secondo Anapa, i nodi da sciogliere del provvedimento 97 Ivass, sottolineati nel corso di un confronto svoltosi in digitale proprio con l’autorità di vigilanza.

“La consulenza obbligatoria”, recita una nota dell’associazione, deve essere “fornita per la vendita di tutti o di determinati tipi di prodotti Ibips (insurance-based investment products)”, cioè “prodotti di investimento assicurativo considerati complessi” (per esempio, le polizze vita dei ramo I e III), per evitare che “in determinate situazioni l’intermediario collochi prodotti non adeguati al profilo dell’assicurato”. Questo però, secondo Anapa, “aumenterebbe gli oneri e le responsabilità per gli intermediari, nonché la difficoltà di recuperare molte informazioni dai clienti”, che essi stessi non sempre sono “disposti a fornire”.

L’associazione identifica, tuttavia, anche un lato positivo nella nuova normativa: “la possibilità da parte dell’intermediario di poter offrire al cliente che lo richieda, in fase successiva alla vendita, una consulenza a pagamento, come servizio aggiunto personalizzato”. Per questo motivo, Anapa ha raccomandato ai gruppi agenti di verificare che il mandato non proibisca al distributore di farsi pagare la consulenza – eventualità che, afferma l’associazione, è “prevista dal Codice delle assicurazioni” e dallo stesso provvedimento 97.

Più critica, invece, la posizione sull’indicazione dell’incentivo vita, che l’organizzazione guidata da Vincenzo Cirasola considera “di difficile applicazione (visto che al momento della sottoscrizione della polizza non è un dato noto) e poco utile all’obiettivo di trasparenza (non sono costi a carico del cliente), ma che potrebbe far nascere delle incomprensioni, frutto di dati complessi da calcolare e pubblicare”.

E la vendita a distanza? “Giusto che venga attivata per le compagnie o intermediari diretti (che operano unicamente via internet o telefono)”, ha sostenuto Anapa a Ivass; “invece per le agenzie solo in quei rari casi in cui l’intermediario attui tutte le fasi di vendita in remoto, senza mai avere un contatto fisico col cliente, e non per il modello di agenzia ibrido”.

Nel corso del confronto si è parlato anche del regolamento 45 e del nuovo obbligo, per le compagnie, di tenere in considerazione, per ogni polizza emessa, il mercato di riferimento (target market), cioè il cosiddetto Pog – (Product oversight governance in tema di governo e controllo del prodotto). E degli obblighi degli intermediari, che tra le altre cose saranno tenuti a chiedere alle mandanti tutte le informazioni necessarie sul prodotto. A questo proposito, Anapa ritiene necessario che i gruppi agenti si confrontino con le compagnie, identificando “la migliore modalità operativa per definire il target market/Pog aziendale”. E che le agenzie, a loro volta, lo concordino con la loro rete commerciale.

“Comprendiamo l’intento dell’autorità di vigilanza di creare un terreno comune di regole”, ha commentato Cirasola, “ma riteniamo che su alcuni aspetti l’interpretazione e l’applicazione delle direttive europee, vada oltre la trasparenza e la tutela dei clienti. Per questo ci stiamo confrontando apertamente, dialogando con Ivass, che ci ha mostrato disponibilità e attenzione, per portare avanti le nostre segnalazioni e far sì che gli agenti non siano ulteriormente penalizzati e ricadano su di loro nuovi e onerosi carichi”.

Clicca qui per leggere e scaricare l’articolo…