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ANAPA | 30 November 2020

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ANAPA alle compagnie: in caso di nuovo lockdown serviranno aiuti concreti alle Agenzie

ANAPA alle compagnie: in caso di nuovo lockdown serviranno aiuti concreti alle Agenzie

Cirasola, presidente di Anapa Rete ImpresAgenzia, nonché presidente del Gruppo Agenti Generali Italia, in un’intervista in esclusiva rilasciata a Intermedia Channel rinnova il suo appello alle mandanti: «Anche gli Agenti di assicurazione non devono essere lasciati soli: se si chiuderà un’altra volta serviranno sostegni economici veri, tangibili, da parte di tutte le compagnie mandanti, per aiutare anche i colleghi più in difficoltà a superare questo momento, unico nella storia recente»

Dottor Cirasola come prepararsi a questa nuova ondata di Covid-19?
La recrudescenza del virus ha portato all’emanazione di ulteriori DPCM che sanciscono nuovamente forti limitazioni alla nostra vita quotidiana e che inevitabilmente avranno degli impatti anche sulla nostra attività lavorativa. Ricordo che in occasione del primo lockdown la nostra categoria professionale fu riconosciuta come attività essenziale, tale per cui, non fummo oggetto di chiusura. Questo non vuol dire che non abbiamo risentito degli effetti del lockdown di marzo/aprile e che non risentiremo dei prossimi, seppure, a quanto si afferma, saranno mirati a delle zone ben limitate.

Fin dall’inizio della pandemia abbiamo scritto come Anapa Rete ImpresAgenzia sia ad ANIA sia ad IVASS per invitare i rispettivi presidenti a un’azione unita per supportare le agenzie. Abbiamo chiesto alle istituzioni di farsi promotrici presso le Compagnie di una serie di misure straordinarie che potessero supportare gli agenti nella prima fase della pandemia. Abbiamo inoltre scritto al Governo per correggere quel grossolano errore che non permetteva agli agenti di accedere al fondo di garanzia per il finanziamento alle imprese (almeno fino a € 30.000) in relazione all’emergenza derivante dal Covid-19 contenuto nel Decreto Liquidità

Ad IVASS abbiamo chiesto ed ottenuto una proroga dell’attività formativa obbligatoria per tutti gli agenti. Inoltre, Anapa aveva chiesto alle compagnie di utilizzare il budget messo a bilancio preventivo per la rete agenziale, per supportarla in queste nuove incombenze derivanti dalla pandemia e dagli effetti primari e secondari del virus. E devo dire che alcune, anzi per la precisione pochissime, compagnie hanno aderito e accettato le nostre proposte erogando dei contributi a fondo perduto, proprio con tale finalità. Molte imprese, invece, si sono limitate, unicamente ad “anticipare” somme già dovute agli agenti, senza investire nulla di più a favore della salvaguardia del più importante, a dire degli stessi top manager, asset strategico: la rete agenziale e relativi collaboratori, che come riconosciuto da tutti, in Italia contribuiscono notevolmente ad arricchire i bilanci delle compagnie di assicurazione. Questo è inaccettabile e ci prodigheremo per far sì che non accada nuovamente.

Come vede abbiamo svolto delle azioni non solo politiche e istituzionali, ma prioritarie per la nostra categoria. Per questa seconda ondata siamo pronti nuovamente a far sentire la nostra voce e a chiedere nuovi sostegni per gli agenti e per le agenzie sia alle istituzioni, sia alle compagnie. Lavoreremo, come è nello spirito di Anapa, in concerto con i presidenti dei Gruppi Agenti, ai quali rinnoviamo la disponibilità a dare il nostro contributo politico sindacali nelle trattative con la propria mandante.

In pratica a quali azioni pensa?
Aspettiamo l’ufficializzazione del DCPM (al momento dell’intervista non è ancora stato promulgato, ndr) per pensare a delle azioni concrete. Al momento siamo continuando a mostrare ai nostri associati il sostegno in tutte le sue forme possibili, anche a distanza. Sono convinto che le compagnie devono nuovamente essere pronte ad aiutare i propri agenti in questa nuova fase e nel caso di nuovi lockdown, seppure mirati a zone ben specifiche. Tutti questi argomenti saranno indubbiamente affrontati nel corso del prossimo Consiglio Direttivo di ANAPA già convocato in webcast per il 20 novembre, dove ascolteremo i rispettivi presidenti regionali di ANAPA per capire l’impatto che questi nuovi lockdown avranno sulla nostra redditività (incassi, provvigioni, rappel) anche in considerazione del fatto che si avvicina anche la data del 31/12 che è operativamente e finanziariamente strategica per le agenzie. Sicuramente ci muoveremo per avere aiuti concreti e sostanziali come quelli ottenuti in passato.

Lei è conosciuto sul mercato per il suo carattere forte e determinato. Ha perso il Suo ottimismo?
La positività di pensiero mi accompagna tuttora, seppure il virus ha intaccato anche la mia sfera personale. Ho perso anch’io amici cari e conoscenti e ho vissuto il dolore che tale nemico ha portato nella vita di alcuni. Credo però che non dobbiamo farci sopraffare dal panico e dall’amarezza, ma continuare a reagire con coraggio. Ultimamente mi è tornato alla mente un messaggio che reputo di buon auspicio e che diceva “c’è sempre un buon motivo per guardare la vita con positività. E trovarne ogni giorno uno nuovo è il primo passo per migliorarla”.

Solo così potremo affrontare anche questa nuova fase dell’emergenza nella maniera più adeguata e con la giusta fiducia imprenditoriale che ci ha sempre contraddistinto, perché non dobbiamo dimenticare che ci sono realtà professionali molto più in sofferenza delle nostre agenzie che, perlomeno, non hanno mai dovuto subire la chiusura totale, così come, purtroppo, è successo e sta accadendo a molte altre attività lavorative. Ad esempio, rileggendo la sintesi dell’ultimo D.L. RISTORO, personalmente ritengo che come categoria professionale non rientrare in queste attività, visto il ristoro di cui beneficeranno, è stato un bene. Ecco non è quella la strada che vorremmo percorrere.

Come uscirà il mercato assicurativo da questa esperienza?
Io credo che da questa crisi potremmo uscirne più forti. Non ho timore della disintermediazione e neanche dell’accelerazione digitale che ha conosciuto il nostro paese. Ricordiamoci che viviamo in un paese ancora fortemente sotto-assicurato e che stanno sempre di più emergendo nuovi bisogni. Penso, ad esempio al mondo della cybersicurezza, oppure quello della protection (anche contro le pandemie), della sanità, LCT e da ultimo non meno importante quello dei rischi catastrofali. Tutti ambiti nei quali la competenza degli agenti rappresenta un valore aggiunto. Certo è che se gli agenti devono esplorare questi nuovi temi, lo possono fare solo se accompagnati da compagnie più coraggiose (sempre nel rispetto della salvaguardia finanziaria) e consumatori più consapevoli che solo delle opportune coperture possono aiutare a restare indenni da eventi imprevisti. Invece ancora oggi, leggiamo, penso all’ultima ricerca dell’Acri presentata alla Giornata Mondiale del Risparmio, che la maggior parte degli italiani risparmia per affrontare degli imprevisti, che lascia i soldi sul conto corrente, rendendoli infruttiferi, per essere in grado di affrontare degli imprevisti invece che sottoscrivere coperture assicurative adeguate. Come vede abbiamo ancora un lungo lavoro da svolgere, come agenti, come consulenti, come educatori finanziari. Vede, oggi i dati ci dicono che abbiamo avuto un incremento delle polizze salute, questo perché nel momento nel quale si è colpiti da un danno, poi si cerca la copertura per non risentirne. Il Covid-19 dovrebbe averci insegnato che dobbiamo agire in modo preventivo e non solo post-causa.