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ANAPA | 23 July 2021

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ALLIANZ E IL “PROGETTO 51”: ANAPA ESPRIME «FORTI PERPLESSITA’»

ALLIANZ E IL “PROGETTO 51”: ANAPA ESPRIME «FORTI PERPLESSITA’»

25 Marzo 2021

La giunta esecutiva dell’associazione degli agenti presieduta da Vincenzo Cirasola: «Non rappresenta solo una cessione da parte dell’agente tradizionale  del proprio “capitale finanziario”, ma anche di quello “umano”, ossia di quell’insieme di energie finanziarie e non, che faticosamente negli anni hanno contribuito a costruire, strutturare, posizionare e far crescere la propria attività in un mercato agguerrito, spesso non avendo la disponibilità di prodotti, strutture informatiche, di gestione del rischio o dei sinistri efficienti».

 

La sede di Anapa a Roma

Il cosiddetto Progetto 51 di Allianz Italia non piace ai sindacati di categoria degli agenti di assicurazione. La giunta esecutiva di Anapa Rete ImpresAgenzia, per esempio, in una nota inviata ai presidenti dei gruppi aziendali, agli organi direttivi e agli iscritti all’associazione, nonché a tutti gli agenti interessati, ha voluto esprimere «forti perplessità» su quanto comunicato dall’amministratore delegato di Allianz, Giacomo Campora, del quale Anapa comunque «apprezza e rispetta la visione espressa con franchezza, in merito a un potenziale nuovo modello dell’impresa-agenzia».

La preoccupazione di Anapa sta nel fatto che, si legge nella nota, «mai avremmo pensato che tale progetto, che è stato elaborato con McKinsey (una delle più autorevoli società di consulenza mondiale) e che prevede di proporre alle agenzie che ne fossero interessate, la cessione del 51% del capitale alla propria mandante, sia finito al vaglio, non solo di Allianz Italia, ma anche di altre primarie imprese di assicurazione del nostro paese».

Soprattutto in un momento in cui «alcune agenzie, in particolare quelle di piccole dimensioni (ma non solo) basate su un modello di business non più attuale, faticano a trovare la quadra e a generare reddito per sé, pur generando rendimento per la compagnia. A questo si è aggiunta ora una crisi a livello planetario, a causa del Covid-19, che ha mandato in recessione le principali economie del mondo».

Da quello che Anapa ha potuto capire, questo progetto «non rappresenta solo una cessione da parte dell’agente tradizionale  del proprio “capitale finanziario”, ma anche di quello “umano”, ossia di quell’insieme di energie finanziarie e non, che faticosamente negli anni hanno contribuito a costruire, strutturare, posizionare e far crescere, seppure anche non sempre floridamente, la propria attività in un mercato agguerrito, spesso non avendo la disponibilità di prodotti, strutture informatiche, di gestione del rischio o dei sinistri efficienti».

E se questo progetto, che porta a un nuovo modello di agenzia, venisse attuato da più imprese del mercato assicurativo italiano? Quale significato assumerebbe?  La riflessione di Anapa è questa: «Se da una parte sentiremo gli elogi delle compagnie che ci “venderanno” tali soluzioni come innovative, nuovi ambiti di esplorazione, nuovi modelli di business da provare, a nostro avviso è un “ritorno al passato” con una sorta di restyling delle “filiali di direzione” che si erano rivelate costose e improduttive e quindi, successivamente, chiuse; dall’altra parte crediamo che noi agenti di assicurazione, non possiamo non constatare che questo rappresenterebbe l’inizio della fine della nostra categoria professionale. Eravamo tutti concentrati a difenderci dal “pericolo” della digitalizzazione che avrebbe dovuto disintermediarci e invece il pericolo, a quanto pare, potremmo averlo in casa».

E ancora: «Cedere la maggioranza della propria agenzia, pur restando il “managing partner”, vuol dire non avere più la possibilità di decidere del proprio futuro, vuol dire buttare all’aria il proprio ruolo, perché lo sappiamo tutti che non saremmo più degli agenti professionisti, ma degli “intermediari” in esclusiva per conto della compagnia, socia maggioritaria al 51% (speriamo almeno ancora iscritti in sezione A), con tutte le conseguenze che ne derivano e che ognuno può immaginare».

Anapa, fra l’altro, si è detta pronta «a offrire a tutti i gruppi agenti interessati, che lo chiederanno, supporto sia dal punto di vista politico, che dal punto di vista tecnico-legale con i nostri consulenti ed esperti, per analizzare tutti i dettagli del progetto e eventuali offerte già avviate».

Fabio Sgroi

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