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ANAPA | 30 September 2020

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TuttoIntermediari: NUOVA DIRETTIVA EUROPEA SULLA DISTRIBUZIONE ASSICURATIVA: ANAPA FA IL PUNTO

TuttoIntermediari: NUOVA DIRETTIVA EUROPEA SULLA DISTRIBUZIONE ASSICURATIVA: ANAPA FA IL PUNTO
Una settimana fa si è svolto a Bruxelles un workshop organizzato dal Bipar. Ecco come è andato…

Antonello GaldiAnapa, l’Associazione nazionale agenti professionisti di assicurazione, attraverso una nota ha fatto il punto sulla nuova direttiva europea relativa alla distribuzione assicurativa (Insurance Distribution Directive), dopo il recente workshop di una settimana fa organizzato dal Bipar (Federazione europea degli intermediari assicurativi) a Bruxelles.

All’incontro, che ha visto la partecipazione di circa 70 delegati in rappresentanza dei 15 paesi europei, Anapa era presente con il consulente Antonello Galdi (nella foto). Durante i lavori (ai quali hanno preso parte anche tre esponenti della Commissione Europea coinvolti nel dossier Idd) si è discusso sulle nuove disposizioni della direttiva in vista del recepimento nei singoli paesi.

Durante la discussione sono emerse novità che hanno evidenziato la nuova definizione di consulenza, l’applicazione della direttiva ai distributori nei quali rientrano anche comparatori web, compagnie dirette e aggregatori, l’estensione dei requisiti di professionalità a tutti coloro che rientrano nel campo di applicazione della direttiva, l’introduzione di un documento standardizzato sull’informativa del prodotto denominato Pid e una specifica definizione della vendita abbinata (cross-selling).

Le prossime tappe verso l’implementazione prevedono la presumibile pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea per la fine di febbraio 2016 e l’entrata in vigore nei 20 giorni successivi. Da quel momento gli stati membri, Italia compresa, avranno tempo due anni (2016-2018) per il recepimento della nuova direttiva negli ordinamenti interni.

«Ora il confronto si sposta a livello nazionale ed essendo la direttiva di minima armonizzazione molte delle norme possono prestarsi a diverse interpretazioni e indurre i paesi membri ad applicarle anche in maniera più rigida», ha commentato Galdi. «Sarà compito di noi rappresentanti del settore monitorare il processo legislativo e intervenire, laddove possibile e concesso, per garantire una più adeguata armonizzazione delle nuove disposizioni con quelle già in essere». (fs)

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