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ANAPA | 19 December 2018

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Newsletter n. 14 del 21 giugno 2018 di ANAPA Rete ImpresAgenzia

Newsletter n. 14 del 21 giugno 2018 di ANAPA Rete ImpresAgenzia

Newsletter ANAPA Rete ImpresAgenzia
n. 14 del 21 giugno 2018

 

       Ai presidenti dei Gruppi Aziendali

       Agli organi direttivi di ANAPA

      Agli associati di ANAPA

     A tutti gli agenti di assicurazione interessati

 

Oggetto – Fondo Pensione Agenti

Dopo la cura di «lacrime e sangue» va davvero tutto bene? Forse non proprio…

 

Care colleghe e cari colleghi,

lo scorso aprile si è riunita l’assemblea dei delegati del nostro Fondo Pensione Agenti nella quale è stato approvato il bilancio. In tale occasione il CdA ha evidenziato con enfasi «un avanzo di gestione di 26 milioni di euro ed un avanzo tecnico di 90 milioni».

A fare da contraltare alla grande soddisfazione ostentata in più occasioni dal presidente di Fonage, non sono i suddetti dati trionfalistici, ma le tante lettere di protesta che ANAPA Rete ImpresAgenzia riceve da molti colleghi attivi e in particolare da quelli già in pensione che lamentano sussidi “da elemosina”.

Ed è proprio per questo che ANAPA, nell’ultima assemblea dei delegati, attraverso i suoi rappresentanti ha chiesto con decisione al CdA di Fonage, dove siede in modo paritetico anche l’ANIA (la quale a tutt’oggi, grazie allo SNA, non ha tirato fuori 1 euro dei 25 milioni offerti) di devolvere l’attivo proprio a favore dei pensionati e, in particolar modo, alle vedove e ai vedovi che godono della pensione di reversibilità.

La proposta di ANAPA, come risulta dal verbale, è stata condivisa anche da altri delegati anche in quota SNA.

Adesso ci auguriamo che il CdA si attivi tempestivamente presso ANIA e COVIP.

Durante l’assemblea dei delegati, sempre da colleghi in quota ANAPA, è stata anche richiesta una maggiore trasparenza d’informazione.

Per esempio, la categoria avrebbe bisogno di ricevere risposte chiare e univoche alle seguenti domande:

  1. Perché il nuovo CdA si è rifiutato di inviare ad ANAPA il “famoso dossier” di 75 pagine redatto dal Commissario Straordinario prima di terminare l’incarico?
  2. Perché, dopo la cura di «lacrime e sangue» che la categoria (pensionati e prossimi al pensionamento, nonché eredi) ha subito per salvare il FPA, che faceva acqua da tutte le parti proprio a causa dei “numeri promessi” dai precedenti amministratori, si persegue in questa comunicazione dai toni propagandistici, tra l’altro basata su ipotesi che già in passato non sono state rispettate?
  3. Perché nessuno racconta che grazie allo SNA, che ha detto NO a tutte le ipotesi di risanamento proposte dal commissario, la categoria ha dovuto rinunciare al contributo una tantum dell’ANIA di 20 milioni (elevabile a 25 milioni, grazie alla mediazione del senatore Cassano) + € 100 all’anno per ogni agente, pari a oltre € 1,5 milioni vita natural durante, unicamente per mantenere la «prestazione definita»?
  4. Perché nessuno degli attuali amministratori di Fonage spiega, che la tanto decantata «prestazione definita», in base al piano di risanamento che il commissario straordinario ha fatto approvare alla COVIP, dovrà in futuro essere verificata anno per anno sulla base delle risultanze del bilancio tecnico e all’aggiornamento dei calcoli attuariali, per evitare il rischio di un altro buco prospettico?
  5. Perché vengono esaltate le inique modifiche statutarie post risanamento, che consentono anche ai nuovi iscritti di accedere alle prestazioni definite del fondo «senza versare gli arretrati» (di cui ha beneficiato anche il presidente dello SNA, tra i 100 “fortunati” nuovi iscritti), e l’over rispetto al tasso tecnico di mantenimento, frutto della gestione appena conclusa (peraltro in un contesto di mercato estremamente favorevole) che non è detto che si ripeta il prossimo anno?

Ora, nella speranza di ricevere una razionale e puntuale risposta a queste 5 domande (in caso contrario le rinvieremo ogni mese fino a quando non avremo un soddisfacente riscontro) per rendere giustizia ai tanti che, dopo una lunga vita di duro lavoro e di grandi sacrifici, si ritrovano costretti a tirare avanti con un sussidio non certamente adeguato a quelli che sono stati gli sforzi per garantirsi una serena pensione, vi invitiamo a leggere la storia di «ordinaria ingiustizia» che trovate in allegato (clicca qui…) vissuta da una vedova, ex agente di assicurazione, che si trova a dover campare con una pensione che, come lei stessa l’ha definita, «é quasi da elemosina».

E ricordati che…

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Con i migliori saluti.

ANAPA Rete ImpresAgenzia

 

Allegato: