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ANAPA | 18 June 2021

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Newsletter n.1: Perché è nata ANAPA?

PERCHÉ È NATA ANAPA?

ANAPA ai raggi X. Nell’augurarti un buon inizio di anno, caro collega, abbiamo pensato che fosse saggio e di buon auspicio spiegarti in dieci brevi punti perché ANAPA è nata e perché ha ragione di esistere al di là di quelle che sono le strumentalizzazioni che stanno adottando altri rappresentanti di categoria. Non vogliamo cadere in queste trappole, perché siamo convinti che oggi a contare siano i fatti e non le parole. Per questo non ci siamo sottratti a nessun confronto e qui ti riportiamo la verità, affrontando anche gli aspetti più critici.

10 DOMANDE PIÙ FREQUENTI E 10 RISPOSTE TRASPARENTI

1.    AVETE AVUTO MOLTO CORAGGIO NEL COSTITUIRE UNA NUOVA ASSOCIAZIONE. QUAL È STATA LA MOLLA CHE VI HA SPINTO A FARLO?

Noi abbiamo sempre preferito e stimato l’uomo che, invece di nascondersi dietro l’ipocrita “unità d’intenti e propositi” e che continua a lamentarsi all’interno delle proprie agenzie, senza fare nulla, porta avanti le sue idee, con lealtà e coraggio, assumendosi le proprie responsabilità, a prescindere dal risultato.

Ezra Pound sosteneva: “se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui”.

Noi riteniamo di valere perché crediamo fortemente nelle nostre idee e nelle nostre azioni.

2.    QUALI SONO LE PIÙ RILEVANTI DIFFERENZE DI VISIONE E AZIONE POLITICA CON LE ALTRE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA?

·      SIAMO DEGLI IMPRENDITORI. Esercitiamo esclusivamente la professione di agente di assicurazione a tempo pieno. Per questo motivo riteniamo improprio definirci un “sindacato di categoria”, siamo piuttosto un’associazione di categoria che esercita e garantisce al tempo stesso la tutela sindacale ai propri iscritti. Da questo punto di vista abbiamo già attivato l’Area Legale e siamo in procinto di stipulare una polizza di tutela giudiziaria, il cui costo è già compreso nella quota associativa che, oltre ai casi di revoca da parte della compagnia, garantisce anche la difesa contro le sanzioni dell’Ivass.

·      PLURIMANDATO SÌ, MA COME LIBERA SCELTA. Siamo contrari all’idea che il plurimandato debba essere un’imposizione di legge, come palesemente dichiarato dallo Sna alla stampa, all’Antitrust, all’Isvap e non ultimo alle istituzioni politiche, sin dallo scorso febbraio, per arrivare alla promulgazione di una norma, l’art. 34 del DL n.1/2012, ancora in vigore a tutti gli effetti, che ha mantenuto la stortura dell’obbligo dei tre preventivi, e che non sappiamo ancora che fine farà.

·      CI BATTIAMO PER L’INTERESSE DI TUTTI GLI AGENTI. Un’associazione generalista deve tutelare gli interessi dell’intera categoria e non solo dei plurimandatari.Tra gli iscritti di ANAPA ci sono diversi agenti plurimandatari, compreso il Segretario Generale e alcuni Presidenti Regionali. Segno tangibile che la nostra Associazione, con una vocazione realmente generalista, si rivolge a tutti gli agenti professionisti sul mercato, mono e plurimandatari.

·      L’AGENTE TRADIZIONALE HA DIRITTO DI ESISTERE. L’agente in esclusiva non è una figura obsoleta, fuori dal mercato e meno capace di ottemperare all’obbligo di legge del “best advice” (migliore consulenza). Per noi rappresenta un serio professionista in grado di soddisfare le esigenze del cliente e tutelare i suoi bisogni assicurativi con serietà e competenza.

·      NON SIAMO CONTRARI ALLA CONCORRENZA. Anzi ne siamo a favore e la caldeggiamo, purché avvenga senza interventi dirigisti che ledano i principi di libertà di iniziativa economica ed imprenditoriale. Con la conversione in legge del DL n.179/2012 (il cd. Dl Crescita bis), così come con gli effetti della direttiva IMD2, siamo di fronte all’ennesima evoluzione normativa che impatta sul mercato della distribuzione assicurativa. Siamo a favore di queste normative ma riteniamo importante che esse rappresentino solamente la cornice entro la quale il mercato dovrà trovare gli opportuni assetti per rendere fattibile la concorrenza.

·      LOTTEREMO CONTRO QUALSIASI RISCHIO DI DISINTERMEDIAZIONE. Crediamo che la collaborazione tra intermediari, seppur potenzialmente positiva nei rami danni NON AUTO, non porterà reali benefici nel segmento RcAuto, dove già con l’attuale assetto normativo è possibile la collaborazione, previa contemporanea iscrizione nelle sezioni A ed E del RUI. Anzi pensiamo che possa essere addirittura dannosa per l’agente perché fortissimo sarebbe il rischio di disintermediazione dal momento che la collaborazione nella Rcauto, combinata con il prodotto standard, sposterebbe le compagnie a concentrarsi sui canali diretti, ignorando il valore aggiunto della consulenza dell’agente, Per questo motivo, contrariamente allo Sna e all’Unapass, non abbiamo ritenuto di festeggiare sotto l’albero di Natale, poiché secondo la nostra visione la nuova normativa potrebbe portare più rischi che opportunità. In piena sintonia con la posizione espressa dalle maggiori associazioni di consumatori, attenderemo i reali impatti sul mercato. Noi riteniamo che in un mercato assicurativo alquanto oligopolista, come quello che vige nel nostro paese, non è certo un distributore plurimarca che potrà far diminuire il premio delle polizze, in particolare nella RCA. Timori questi che abbiamo espresso in seno all’audizione al Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso dicembre, nel corso della quale si è evidenziato che la polizza standard RCA, prevista dalla nuova legge, dovrà limitarsi al minimo, prevedendo unicamente quelle clausole necessarie all’adempimento dell’obbligo di legge in modo da dirottare il cliente, che necessita di garanzie più estese, alla consulenza professionale e competente del proprio agente. A differenza di quanto abbiano sostenuto le due sigle sindacali Sna e Unapass che nel corso della stessa audizione hanno proposto una polizza standard “completa” con garanzie estese a diverse tipologie di rivalsa, vanificando in questo modo il valore aggiunto derivante dalla consulenza dell’agente di assicurazione.

·      GRUPPI AGENTI UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE. Secondo la nostra visione i Gruppi Agenti devono essere a fianco di ANAPA e non sottostanti. Sono co-essenziali e complementari e non saranno più meri “bracci operativi”. Il loro apporto, politico e intellettuale, rappresenterà un patrimonio da mettere a disposizione tanto al singolo agente quanto all’intera collettività.

·      CONFRONTO E DIALOGO CON LE ISTITUZIONI. Siamo stanchi di una politica incentrata soltanto sullo scontro, dobbiamo ritornare al confronto con le istituzioni in primis con Ivass e Ania, presentandoci compatti e forti di una nuova riconosciuta e credibile rappresentatività.

·      UN’AGENDA CON LE QUESTIONI PIÙ URGENTI. Riteniamo importante affrontare le questioni più urgenti che attanagliano la nostra professione. Sia detto, solo a titolo di esempio, la ripresa della negoziazione per il rinnovo dell’Accordo Impresa Agenti, con particolare urgenza all’istituto della rivalsa (per le nuove generazioni) e alle indennità di fine mandato (per gli agenti uscenti), e non da ultimo ilFondo Pensione Agenti, il cui impianto va rivisto perché ormai non più sostenibile in fase prospettica.

·      LE COMPAGNIE NON SONO NOSTRE NEMICHE. Le mandanti sono business-partners e non solo controparti. Insieme bisogna trovare soluzioni comuni che generano valore a entrambi le imprese, compagnia e agenzia, sviluppando il mercato assicurativo del nostro paese, alquanto sotto-assicurato. Basta con le denunce di bilanci falsi o altri deleteri attacchi alle mandanti come se fossero il nostro unico nemico da combattere.

·      DISCONOSCERE ACCORDI CHE NON TUTELANO GLI AGENTI. Lo abbiamo già fatto e siamo pronti a rifarlo. Abbiamo pubblicamente disconosciuto il protocollo AIBA-ACB-SNA e lo abbiamo reso privo di ogni effetto con riferimento agli usi e consuetudini presso le CCIAA, poiché fortemente sbilanciato a favore dei brokers. Siamo pronti a riscrivere INSIEME a tutte le parti un nuovo accordo più equo, sostenibile e rispettoso di tutte le parti coinvolte.

3.    PERCHÉ AVETE PREFERITO LA SCISSIONE, INVECE DI COMBATTERE DALL’INTERNO DELLO SNA?

Precisiamo che ANAPA non nasce come scissione dallo Sna, poiché ANAPA è nata dall’idea di 12 Presidenti di Gruppi Agenti, iscritti non solo allo Sna, ma anche all’Unapass, e da tanti agenti di assicurazione NON ISCRITTI ad alcun Sindacato.

4.    PERÒ IL VOSTRO LEADER HA MILITATO TANTO TEMPO NELLO SNA ED È STATO VICE PRESIDENTE NAZIONALE PER 9 ANNI?

Vincenzo Cirasola ha aderito allo Sna, subito dopo la nomina di agente nel 1985, ancor prima di iscriversi alla Camera di Commercio, perché ha sempre creduto nell’utilità e necessità di un’associazione generalista di categoria, che affianchi e coadiuvi i Gruppi Agenti. Nel 1996 venne eletto Presidente Provinciale di Bologna e da dicembre 1999 fino a febbraio 2009 è stato Vice Presidente Nazionale Sna, a fianco di Ghironi, quando la politica sindacale era ampiamente partecipata: nel 2003 fu rinnovato l’ultimo accordo Impresa-Agenti; nel 2006 si svolse una manifestazione a Roma contro l’ISVAP con oltre15.000 persone; nel 2007 venne approvata la c.d. legge  Bersani, che apriva le porte al plurimandato, come libertà di scelta imprenditoriale e non di “obbligo sindacale”. Erano altri tempi che rappresentano la storia di tutti noi.

5.    PROPRIO PER QUESTO CIRASOLA SAREBBE DOVUTO RIMANERE NELLO SNA PER CERCARE DI CAMBIARE LE QUESTIONI DALL’INTERNO.

Cirasola già dal 2008 iniziò una propria campagna, a quel momento solitaria, all’interno dell’allora Esecutivo Nazionale, finalizzata al rinnovamento della politica sindacale dello Sna, che oramai si era tutta imperniata sul plurimandato, come se fosse l’unica panacea di tutti i mali della categoria. Nel frattempo sugli agenti venivano scaricati gravi oneri amministrativi e responsabilità da parte dell’Autority, e iniziava un irreversibile calo di redditività, accentuata dalla grave crisi economica mondiale ancora in atto. Al Congresso di febbraio 2009 rifiutò la “poltrona” di vice presidente vicario che gli venne offerta e preferì rimettersi in gioco, per dare una scossa di cambiamento, candidandosi alla presidenza, scontrandosi col “potere” uscente. Seppur con mezzi precari e improvvisati, ma con l’appoggio di numerosi colleghi, riuscì a raggiungere un rispettabile 32% di consensi. Nonostante avesse perso le elezioni rimase all’interno dello Sna e costituì il movimento di opinione “Coraggio di Cambiare”, per esercitare un sacrosanto diritto di critica propositivo e costruttivo all’interno di un Sindacato che sembrava aver già imboccato la strada di un inesorabile crepuscolo.

6.    ALLORA PER QUALE MOTIVO NON SI È PRESENTATO ALLE ULTIME ELEZIONI DI GENNAIO 2012?

Nei triennio 2009-2012 della presidenza Metti, la vera e dura opposizione venne esercitata prevalentemente all’interno dello stesso Esecutivo Nazionale, dove l’attuale Presidente Demozzi era contestualmente componente del “governo” e leader del movimento di opposizione “Intermediari Uniti”, creando così una deleteria spaccatura all’interno dello Sna, che veniva palesemente manifestata sulla stampa, sfociata con il deferimento e la condanna ai probiviri di Mossino (Vice Presidente Vicario) e di Saporito, componente EN, e terminata nella “bocciatura” del rinnovo del CCNL dipendenti agenzia. Tutto ciò proprio grazie all’azione impervia di alcuni componenti dello stesso Esecutivo Nazionale, in primis lo stesso Demozzi che qualche giorno prima del Congresso elettivo del 2012 dichiarava sulla stampa che “qualora non fosse stato eletto avrebbe provveduto a costituire un nuovo Sindacato”, inglobando “Intermediari Uniti”. In questo scenario, alquanto distruttivo e masochistico, il movimento di opinione “Coraggio di Cambiare” dopo aver inutilmente tentato di comporre una maggioranza qualificata, ma non avendo trovato alleati leali, preferì non candidarsi e lasciare che la sfida si svolgesse tra le altre due correnti: “Agenti al Centro” con Roberto Salvi, e “Intermediari Uniti” con Claudio Demozzi. Vinse quest’ultimo con solo 8 preferenze di scarto (e una settantina di schede tra bianche e annullate), grazie anche ai voti ricevuti da alcuni elementi dello stesso “Coraggio di Cambiare” che all’ultimo momento, in cambio di una “poltrona sicura”, preferirono schierarsi con chi, fino a pochi giorni prima, avevano aspramente criticato.

7.    AVENDO COSTITUITA ANAPA AVETE SPACCATO E INDEBOLITO LA CATEGORIA?

Parlare di spaccatura sottintende che esiste una coesione. Francamente gli agenti di assicurazione erano già ampiamente divisi in più fazioni: Sna (composta da tre correnti); Unapass; Gruppi Aziendali (anche essi in alcuni casi spaccati in due o più gruppi fra gli agenti della stessa mandante) e non per ultimo, i NON ISCRITTI ad alcun Sindacato, che sono i più numerosi. Sarebbe questa l’unità della categoria? È facile pronunciare la parola UNITÀ, molto più difficile attuarla. Siamo convinti che “UNITÀ della CATEGORIA” sia una frase che fa comodo spendere, perché raccoglie tanti demagogici applausi, specialmente durante i congressi elettivi, dove prevalgono populismo ed emotività. A nostro avviso l’UNITÀ va perseguita nel rispetto e nella pari dignità delle diverse posizioni oggi esistenti fra gli agenti di assicurazione. Una reale ed efficace associazione di categoria ha il compito ed il dovere di tutelare e promuovere gli interessi di tutti i suoi iscritti, e non solo di una parte peraltro minoritaria di essi, senza imporre a tutti la visione ideologica di pochi. Ecco perché ANAPA vuole differenziarsi dalle associazioni generaliste oggi esistenti sul mercato. ANAPA intende assumersi l’onere e l’onore di rappresentare tutti gli agenti di assicurazioni, senza distinzioni e senza imposizioni ideologiche di modelli agenziali. Ognuno avrà pari dignità nel ricevere assistenza e tutela dei propri interessi nell’ottica di accrescere il proprio business.

8.    QUANDO È PARTITA L’IDEA DI CREARE UNA NUOVA ASSOCIAZIONE?

Tutto è iniziato il 30 maggio 2012, quando 12 presidenti di Gruppi Aziendali Agenti si sono incontrati a Bologna in modo informale per confrontarsi sui risvolti pratici sottesi alla conversione in legge del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, in materia di Liberalizzazioni. In quella sede espresseroforte delusione e amarezza verso l’operato delle Organizzazioni Sindacali per non essere riuscite a individuare una strategia sin dall’inizio comune e tesa a evitare che, per l’ennesima volta, norme legislative si riversassero esclusivamente sugli Agenti. Ribadirono, in quella occasione, la propria contrarietà in quanto videro disattesa la volontà inequivocabile espressa più volte dai Gruppi Aziendali nelle precedenti riunioni istituzionali all’interno dello Sna e Unapass, con particolare riferimento all’abrogazione dell’art. 34. Volontà peraltro avvalorata dalla dichiarata disponibilità totale ad aderire, durante la discussione nelle commissione parlamentari e in ogni modo prima della conversione in legge, a qualsiasi azione di protesta e mobilitazione che le organizzazioni di categoria avessero in quel momento disposto. Un atteggiamento, quello dei vertici sindacali, in particolare da parte dello Sna, che privilegiando iniziative mediatiche spostava l’attenzione dai veri problemi, spingendo verso la scelta obbligata del plurimandato. I 12 Presidenti dei Gruppi Aziendali, non ravvisando in quel momento a favore degli iscritti dei Gruppi Agenti un’adeguata rappresentanza e tutela da parte delle Organizzazioni Sindacali, deliberarono di sospendere la partecipazione alle riunioni dei Comitati dei GAA e si fecero promotori nel ricercare tutte le vie possibili per concentrare le forze sui punti che uniscono la categoria e per ritrovare una autentica UNITÀ SINDACALE, lanciando l’idea di costituire un “nuovo modello associativo”, più moderno con i tempi, che incorporasse ogni risorsa intellettuale in campo di buona volontà, tra gli iscritti di Sna, Unapass, Gruppi Agenti e i numerosi NON ISCRITTI ad alcun sindacato. Rimettendosi tutti in gioco, con una democratica elezione da fare in un Congresso appositamente convocato. Erano pronti a farlo, senza pregiudizi verso nessuno e senza pretese di cariche assegnate a tavolino.

9.    COME HANNO RISPOSTO SNA E UNAPASS AL VOSTRO APPELLO ALL’UNITÀ DI CATEGORIA TRAMITE UN NUOVO MODELLO ASSOCIATIVO PIÙ MODERNO?

Il Presidente dell’Unapass, Massimo Congiu, rispose positivamente, dichiarando testualmente:”l’Unapass c’è ed è pronta a continuare, insieme a Voi ed a tutti quelli, nessuno escluso”. Il Presidente dello Sna, Claudio Demozzi, invece, rispose testualmente: “stigmatizza l’ipotesi di creare un nuovo soggetto associativo e condanna questa iniziativa” posta in essere dai 12 Rappresentanti dei Gruppi Aziendali, definendola, addirittura, come “antisindacale e manovrato da chi vuole creare, strumentalmente, ulteriori divisioni”. Dopo aver ricevuto tali risposte i 12 Presidenti GAA si riunirono una seconda volta il 21 giugno e presero atto, con rammarico, che in particolare i vertici dello Sna, senza effettuare ancora alcuna autocritica al proprio interno, perpetuavano nei fatti azioni sindacali non concordate e non condivise con i Gruppi Agenti (come per esempio l’unilaterale decisione di auto denuncia all’ISVAP e di disobbedienza civile). Nonostante ciò i 12 Presidenti GAA sottoscrissero un secondo documento dove veniva riproposto la loro disponibilità aformalizzazione un solerte incontro per iniziare un percorso comune per costruire una NUOVA CASA COMUNE, proponendo come data il 5 luglio.

10. DOPO IL VOSTRO SECONDO APPELLO COSA È SUCCESSO?

Il 5 luglio ci siamo incontrati a Milano, prima ad una tavola rotonda organizzata dalla rivista il “Giornale delle Assicurazioni” che verteva sul tema: “MA I SINDACATI RAPPRESENTANO ANCORA GLI AGENTI?” a cui hanno partecipato diversi Presidenti di Gruppi Agenti e il presidente di Unapass. Il presidente dello SNA, invece, seppur invitato, preferì non aderire. Lo stesso giorno, dopo la tavola rotonda, i 12 Presidenti di Gruppi Agenti, unitamente alla delegazione di Unapass, guidata dal presidente Congiu, si incontrarono presso la sede di Iama Consulting per iniziare il progetto di edificazione della nuova casa comune e dare così forma al cammino dell’unificazione della categoria, lanciando anche l’idea di ridare vita alla sigla “A.N.A.- Associazione Nazionale Agenti di Assicurazione”, posando di fatto il primo e fondamentale mattone del più ampio e importante disegno. I lavori si conclusero con l’approvazione unanime delle linee guida del progetto di unificazione della categoria attraverso la costituzione di una nuova forma associativa ammodernata e più rispondente alle necessita del momento. Un progetto che non voleva esclusi, nato per unire e non per dividere, aperto, infatti, a chiunque volesse parteciparvi, a Sna, a Unapass, a tutti i Gruppi Agenti, alla stragrande maggioranza degli agenti non iscritti a nessuna delle due organizzazioni, contribuendo così alla sua realizzazione e crescita. Tale progetto venne presentato il 12 settembre a tutti gli organi direttivi dei 12 Gruppi Agenti promotori e dopo la condivisione e approvazione, venne creato il “Comitato Costituente della Nuova Associazione”, al quale  l’Unapass, all’ultimo momento, durante il loro Congresso del 28-29 settembre, inaspettatamente decise di non partecipare, proponendo un rinvio a Giugno 2013. Il Comitato Costituente, allora, ritenendo irrazionale e poco propizio per la categoria tale rinvio, proseguì nel proprio operato che si è concluso il 30/11/2012 con la costituzione formale di ANAPA.

IN CONCLUSIONE

Di fronte ad alcune lacune della rappresentanza degli interessi comuni è diventato necessario, determinante ed improcrastinabile rimarcare le differenze di posizioni.

È da sconfessare sicuramente l’esaltazione priva di contenuti e fine solo a se stessa di cui si sono rese protagoniste le due associazioni generaliste in occasione del varo delle nuove norme sulla collaborazione fra gli intermediari e sull’abolizione del tacito rinnovo. È sufficiente leggere quanto dichiarato dal Presidente dell’Aiba sul “Il Sole 24Ore Plus” del 22 dicembre scorso per comprenderne la reale portata e pericolosità per la nostra categoria “Ritengo molto importante per i broker la possibilità di collaborare con le banche. (…) È evidente che la nostra categoria è avvantaggiata rispetto agli agenti su questo fronte. (…) L’intervento riguarderà prevalentemente prodotti retail Rcauto, tutela della persona, famiglia e casa.La disintermediazione, in particolare nella RCA è già in atto! ANAPA è pronta a porvi possibilmente rimedio, altri invece non se ne sono nemmeno accorti e pensano a festeggiare.

Allo stesso modo va evidenziato il pericolo e il danno che ne deriverebbe per la categoria se passasse la costruzione ex lege di un contratto standard Rcauto omnicomprensivo in termini di garanzie – così come Sna e Unapass hanno sostenuto e promosso al Ministero dello Sviluppo Economico– che estrometterebbe definitivamente gli agenti dal mercato Rcauto a vantaggio dei canali diretti, degli aggregatori informatici e degli intermediari non professionali.

Ecco perché ANAPA è nata! È nata per rimarcare tutte queste differenze, per rimediare agli errori commessi da altri, per offrire e garantire una nuova forma di rappresentanza agli agenti di assicurazione a di tutela del proprio business agenziale.

Tuttavia ANAPA, nonostante gli attacchi personali e le sterili dichiarazioni polemiche dell’ultima ora, create ad arte ed appositamente diffuse dal Presidente dello Sna, che non meritano alcuna replica,non intende coltivare alcuna contrapposizione con Sna e Unapass, anzi auspica di poter collaborare, nel reciproco rispetto, in sinergia per il bene della nostra comune e bistrattata categoria.

ENTRA ANCHE TU IN ANAPA (visita il sito www.anapaweb.it).