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ANAPA | 15 October 2019

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L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Stefano Maestri Accesi: LA RICERCA DELLO SVILUPPO, COMPAGNIE E AGENZIE IN CONTRASTO?

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Stefano Maestri Accesi: LA RICERCA DELLO SVILUPPO, COMPAGNIE E AGENZIE IN CONTRASTO?

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Stefano Maestri Accesi

LA RICERCA DELLO SVILUPPO, COMPAGNIE E AGENZIE IN CONTRASTO?

Care colleghe e cari colleghi,all’inizio della mia attività di agente conobbi, durante un master in una prestigiosa università pisana, un dirigente di una Compagnia che, già allora, era a capo di un ‘Ufficio Studi’ che aveva come focus quello di trovare un punto di mediazione ideale tra lo sviluppo utile alle mandanti per soddisfare gli azionisti, il mercato e la crescita necessaria alle agenzie per rimanere protagoniste del settore e quindi, a loro volta, sostenere le Compagnie stesse.

Un principio che, per quanto possa sembrare arzigogolato, è e deve rimanere un punto fondamentale del mercato assicurativo.

Assistiamo invece a molte divagazioni sul tema da questa linea sottile, abbiamo visto avvicinarsi Poste Italiane ad un entrata frontale sul mercato della RCA, addirittura in partnership con grandi gruppi assicurativi italiani e, notizia di questi giorni, vediamo il CEO di una delle più grandi Compagnie presenti sul mercato italiano, Zurich, fare accordi con uno dei gestori più importanti del mercato dell’elettricità, per andare a «realizzare sinergie tra gruppi complementari nel business per perseguire il comune interesse di servire al meglio il target delle famiglie e rafforzare le reciproche reti distributive con un’offerta più completa».
Ci risiamo. Non si perde occasione per trovare un escamotage per dribblare gli agenti.

Già tempo fa scrissi che noi agenti-imprenditori siamo di fronte ad un bivio: creare un supermercato dove si vendono anche polizze o essere il punto di riferimento professionale di un unico settore, dove la competenza e il servizio la fanno da padrone?

Se ascoltiamo il nostro cuore e, soprattutto, i guru economici, ci viene detto che la competenza e la specializzazione sono vincenti.
Se ho un malessere, ormai il medico curante mi manda direttamente dallo specialista di turno; come quando voglio mangiare qualcosa di particolare, cercherò uno chef specializzato in quella cucina, anzi il più bravo ad eccellere.

Perché non accade questo anche nel nostro settore? E soprattutto, mi sapete spiegare qual è la lungimiranza dei manager, che per raggiungere numeri esplosivi nel breve, rinunciano alle competenze e alla professionalità del settore, mettendone a rischio il futuro di tutti, non solo il nostro?

Oppure vogliamo raccontarci la barzelletta che siamo così bravi da poter essere professionisti di alto livello nella consulenza assicurativa, finanziaria, nell’elettricità, nel noleggio auto a lungo termine e chi più ne ha più ne metta?

Io sono scettico, ma allo stesso tempo affronto questi cambiamenti con una certezza di fondo: la fiducia e l’empatia con il cliente sono «roba mia» e non credo che alcun big data la possa sostituire, magari potrà affiancarla e supportarla, ma non eliminarla.

E quindi il suggerimento ai colleghi manager è di condividere con gli agenti le strategie per il futuro, con umiltà e con il metodo che studiava il dirigente di 20 anni fa, cioè la mediazione ideale (e sinceramente fattibile) per la crescita comune.

Come sempre, buon lavoro con grinta e determinazione!

Stefano Maestri Accesi
Componente di giunta nazionale

ANAPA Rete ImpresAgenzia

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