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ANAPA | 17 July 2018

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L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Michele Poccianti – PER NON DIMENTICARE…ADERENTE AVVISATO…ADERENTE CONSAPEVOLE!

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Michele Poccianti – PER NON DIMENTICARE…ADERENTE AVVISATO…ADERENTE CONSAPEVOLE!

L’OPINIONE DELLA SETTIMANA di Michele Poccianti

PER NON DIMENTICARE…ADERENTE AVVISATO…ADERENTE CONSAPEVOLE!

 

Cari colleghi,

il 7 giugno si è tenuta presso Palazzo Montecitorio l’annuale relazione della COVIP, organismo di vigilanza della previdenza complementare in Italia.

Vi riporto alcuni dati che a mio avviso possono essere oggetto di riflessione. (Per chi non avesse seguito la stampa e avesse voglia, può trovare la relazione annuale sul sito di Covip www.covip.it)

Ecco i dati:

  1. Il numero degli iscritti alla previdenza complementare nel 2017 è pari a 7,6 milioni (+ 6,1 % sul 2016);
  2. Il numero degli aderenti si divide quasi a metà tra chi ha scelto i Fondi Negoziali (2,8 Milioni) e PIP (circa 3 Milioni), con una parte più contenuta (1,3 Milioni) ai Fondi pensione aperti;
  3. La metà degli iscritti non versa;
  4. I rendimenti dei PIP, Fondi pensione aperti e fondi negoziali hanno battuto la rivalutazione del TFR, al netto dei costi e del prelievo fiscale. Infatti il rendimento medio Fondi negoziali è stato pari al 2,60% (media 2008/2017 del 3,30%), quello dei fondi aperti 3,3 % (media 2008/2017 del 3%), i PIP 2,20% (media 2008/2017 del 2,20%), mentre il TFR 1,70% (media 2008/2017 del 2,1%);
  5. L’indicatore sintetico dei costi vede i PIP al 2,2%, Fondi pensione aperti 1,30% e i Fondi negoziali allo 0,40%.

Nonostante il trend positivo però, il montante dei contributi versati è ancora piuttosto ridotto e non adeguato alla tutela previdenziale in chiave prospettica per coloro che andranno in pensione nei prossimi anni, data la contrazione della previdenza di primo pilastro (quella pubblica).

Ecco quindi che l’agente professionista, insieme alla sua rete, assurge un ruolo fondamentale nel collocamento della previdenza complementare. Molti lavoratori ancora ad oggi non sfruttano questa opportunità, e non saranno certo i fondi negoziali ad attrarre queste masse… altrimenti lo avrebbero già fatto!

Solo la consulenza di un professionista che stimoli coloro che ancora non hanno fatto questa scelta, potrà far muovere il lavoratore in tal senso, anche proponendo i “bistrattati” PIP si può creare un indubbio vantaggio per il cliente!
L’attenzione poi non può che essere rivolta a quello che è accaduto al nostro Fondo Pensione Agenti, dove, come abbiamo appreso dai dati di bilancio 2017, il risultato medio delle due  gestioni è stato pari al 4,68%!

Un risultato positivo, frutto sicuramente di una gestione favorita dal buon andamento dei mercati.
E non è stato il solo. Anche diversi Fondi Pensione di profilo azionario nel 2017 hanno ottenuto rendimenti ben oltre il 7% , contro redimenti poco sopra all’ 1% per quelli più conservativi!
Non tralasciamo poi il concetto che il patrimonio di un fondo pensione non è quello di una classica gestione separata… non si consolida! È sempre in movimento.

Noi di ANAPA cerchiamo da sempre di essere oggettivi nelle nostre analisi, attenti ma critici quando serve, sempre in maniera costruttiva, come dovrebbe essere ogni rappresentanza sindacale che si propone la tutela di una categoria.

E allora è bene anche ricordare che:

  1. Il positivo rendimento della gestione FONAGE non produrrà nessun beneficio a coloro che hanno subito falcidie, pensionati o pensionandi che siano! Solo i nuovi aderenti al Fondo, 130 nuovi agenti iscritti nel 2017 e 73 agenti che hanno aderito con mandato antecedente al 2017 (quest’ultimi hanno beneficiato del cambiamento delle norme statutarie, con le quali è stato sterilizzato il versamento degli arretrati…tra questi anche il Presidente dello SNA come egli stesso ha dichiarato) potranno ritenersi veramente soddisfatti!! Per loro è stato il primo anno! Per tutti gli altri ahinoi no!
  2. Come dichiarato nel comunicato stampa del 18/01/2018 da parte di FONAGE, il fatto che il rendimento della gestione ordinaria ed integrativa superi la soglia del 3,5% è “conditio sine qua non” per mantenere l’equilibrio tecnico-attuariale a garanzia delle prestazioni erogate e promesse! Cioè, se non si ottiene quel risultato tutti gli anni, si rischia di dover rimettere in discussione le prestazioni in corso e le promesse fatte, poiché la tanto decantata «prestazione definita», in base al piano di risanamento che il commissario straordinario ha fatto approvare alla COVIP, dovrà in futuro essere verificata anno per anno sulla base delle risultanze del bilancio tecnico e all’aggiornamento dei calcoli attuariali, per evitare il rischio di un altro buco prospettico.

E allora non capisco perché non ci sia la volontà da parte del Sindacato che si definisce “maggiormente rappresentativo degli agenti”, di fare veramente chiarezza su quanto accaduto nella gestione passata del nostro fondo, dove pare che solo a causa di una nuova norma di legge si sia creato “il buco prospettico” che ha determinato il suo commissariamento! Alla fine nessuno ha pagato…anzi si…scusate…i pensionati e gli aderenti che hanno sempre e da sempre creduto in coloro che lo hanno gestito, colleghi agenti e rappresentanti dell’ANIA.

Ed è proprio per questo che ANAPA nell’ultima assemblea dei delegati, attraverso i suoi rappresentanti presenti, ha chiesto con decisione al CdA di FONAGE, dove siede in modo paritetico anche l’ANIA, di devolvere i 26 milioni di attivo di gestione proprio a favore dei pensionati e, in particolare modo, alle vedove ed ai vedovi che godono della pensione di reversibilità.

E per non dimenticare, grazie alla decisione dello SNA, l’ANIA ha risparmiato ben 25 milioni di Euro che era disposta a mettere una tantum dentro il fondo prima del commissariamento oltre a svariati milioni all’anno (+ € 100 annui per ogni agente attivo) ricorrenti “vita natural durante”, in aggiunta al versamento integrativo . Non proprio due spiccioli!
L’ANIA sarà eternamente grata al Sindacato “storico” …

Buona lettura!
Michele Poccianti
Componente di Giunta


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