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ANAPA | 26 October 2020

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Editoriale e Rassegna Stampa Settimanale n.43 del 18/12/2015

Editoriale e Rassegna Stampa Settimanale n.43 del 18/12/2015

FONDO PENSIONE, QUALCUNO HA DECISO DI FARE COME “PONZIO PILATO”

Cari colleghi,

“qualcuno” sta diramando strumentalmente la lettera della Covip inviata allo SNA, con la quale accoglie la richiesta di accesso agli atti riguardanti il commissariamento del Fondo Pensione Agenti,  facendola passare come  il “grande scoop” della settimana.  Mi fanno sempre sorridere questi atti di propaganda demagogica e mi chiedo: ma qual è la notizia, visto che si tratta di un normale atto dovuto, che in ogni paese democratico è obbligatorio per legge? Mi sorprende e mi fa meno sorridere, invece, leggere, o meglio vedere in video, che ci sono persone, mi riferisco all’ex presidente del Fonage Lucio Modestini, che vanno in giro a dire che il grave disavanzo di Fonage sarebbe una “panzana”, poiché si tratterebbe di un puro disavanzo tecnico prospettico, facendo passare l’idea che non sia reale. A questo punto verrebbe da chiedergli: allora perché la Covip l’avrebbe commissariato, se è tutto una panzana?

Mi rammarica che ci siano ancora persone che pensano di poter “imbonire” qualcun altro affermando che il disavanzo sarebbe del tutto aleatorio in quanto fondato su calcoli attuariali, quindi ipotetici e non attuali. Mi sorprende che non ci sia più rispetto delle persone e della possibilità che delle persone perdano una parte cospicua dei propri risparmi previdenziali.

Mi vengono in mente i recenti fatti di cronaca relativi a quegli impiegati di una delle quattro banche che sono appena “fallite” che hanno venduto le obbligazioni subordinate, approfittando dell’estrema fiducia posta dal cliente all’istituzione bancaria e nel funzionario di turno.

E mi rincresce che ci siano persone che invece di prendersi delle responsabilità, pensano che la questione si possa risolvere attraverso atteggiamenti completamente irrazionali, come il ricorso al presidente della Repubblica, o la negazione assoluta del problema per questioni tecniche. Io ho sempre saputo che scegliere, vuol dire “decidere” e per prendere una decisione bisogna aver il coraggio di assumersene le responsabilità. Troppo facile scegliere di NON decidere nulla o di rinviare o dire sempre no, a prescindere. Le persone che ti delegano a rappresentarle e a curarne gli interessi vogliono essere da te tutelati e si aspettano che tu compia delle “scelte” responsabili e non che ti ponga di fronte al problema.

Noi di ANAPA, per mettere al sicuro i conti finanziari e assicurare la sopravvivenza del Fondo in eterno abbiamo scelto la via del “compromesso”, strumento indispensabile per chi fa politica. In una disputa, il compromesso è il risultato di concessioni da entrambe le parti con lo scopo di trovare un terreno comune su cui concordare.

Ci domandiamo: cosa ha di razionale il ricorso al Presidente della Repubblica (e come mai non al TAR?) visto che non contenendo alcuna domanda cautelare, il Consiglio di Stato lo istruirà non prima di 5, o forse anche 10 anni? E gli atti compiuti nel frattempo dai Commissari? E gli aventi diritto alle prestazioni? L’unico vero modo con cui un soggetto razionale può difendersi da chi usa strumenti irrazionali, è ricordare sempre che dietro ciò che è incomprensibile non c’è nulla da capire.

Il ricorso al Presidente della Repubblica, si tratta in realtà di una non scelta, o meglio di aver scelto di “lavarsene le mani”, come fece Ponzio Pilato, affermando che non spetta alle parti sociali pronunciarsi sul salvataggio del Fondo Pensione.

Allora la domanda che sorge spontanea è: ma a cosa sono serviti quasi 2 anni di trattative con con Ania, Ministero del Lavoro, Commissario Straordinario, Covip e presentazione di innumerevoli piani di salvataggio? Ma questi “signori” sono così convinti che la categoria degli agenti sia cosi “stupida” da credere ancora a questi imbonitori?

Intanto, nell’attesa che la COVIP presenterà (verosimilmente a gennaio), il proprio piano di salvataggio unilaterale che, rimanendo il regime di prestazione definita, certamente prevedrà tagli alle prestazioni più drastiche di quelle proposte dal Commissario, in questo clima d’incertezza l’unica cosa certa è che molti colleghi stanno pensando due volte prima di confermare o meno, entro il mese di dicembre, alla propria mandante di effettuare per proprio conto il versamento annuo del 2016, facendo, di conseguenza, un favore anche alla propria mandante. Inoltre, nella malaugurata ipotesi che FONAGE sarà posto in liquidazione, altra cosa certa sarà che le imprese risparmieranno circa € 27 milioni annui vita natural durante e che, invece, i versamenti effettuati dagli agenti di assicurazioni, in alcuni casi ingenti, correranno il serio rischio di essere depauperati. Tutto ciò grazie all’irrazionale comportamento di un sindacato di categoria che è giusto si assuma tali responsabilità politiche e giuridiche.

Buona lettura


Vincenzo Cirasola

Presidente Nazionale