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ANAPA | 27 September 2020

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Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 36 del 2/12/2016

Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 36 del 2/12/2016

EXCUSATIO NON PETITA ACCUSATIO MANIFESTA

Cari colleghi,

guarda caso, immediatamente dopo l’uscita del nostro editoriale, ecco finalmente arrivare la prima reazione del neo eletto CDA del Fondo Pensione Agenti.

Snachannel, con il consueto stile un tempo proprio “dell’Istituto Luce”, informa la categoria della storica decisione presa dal neo nominato consiglio di amministrazione di Agenim srl (società di proprietà del Fondo Pensione) che, di fatto, ha rinunciato ai compensi spettanti per amministrare la società, dopo che la stessa era salita agli onori del mondo per la generosa distribuzione di carte di credito, per altro prive dei necessari e banali controlli ex post, e non per le brillanti intuizioni avute nell’individuare operazioni immobiliari degne di tal nome.

Per amor di verità, sarebbe stato giusto rammentare che l’importante rinuncia è stata mutuata dalla scelta del commissario straordinario che per primo ha saputo rifiutare il doppio compenso, denunciando allo stesso tempo la strana abitudine imperante in via del Tritone 46, di sommare incarichi e relativi emolumenti.

Detto ciò, prendiamo atto del coraggioso e meritevole gesto che però non vorremmo divenisse addirittura fuorviante e cancellasse quanto avrebbe dovuto essere messo in atto prima, ma per consuetudine, non è stato fatto.

A chi ostinatamente urla la propria innocenza perché all’epoca dei fatti non ricopriva ruoli di responsabilità all’interno dell’associazione, ricordiamo che non è possibile in questi casi adottare la tattica dello struzzo, anzi, quasi a rafforzare la nostra tesi, ecco venir pubblicata una interessante sentenza che sottolinea quanto l’omessa vigilanza rappresenti di per se una colpa e non una semplice giustificazione.

Per questo e per giustizia, siamo costretti a riproporre le domande, che pare siano divenute una modalità di comunicazione molto diffusa, visto che anche Fonage ha recentemente inviato, imitando ANAPA Rete ImpresAgenzia, una serie di domande e risposte, sulle cui risposte caliamo pietosamente il silenzio, perché oltre ad essere esclusivamente di parte, testimoniano che ci troviamo di fronte a degli imbonitori come il pifferaio di Hamelin. Da notare, comunque, che queste 16 risposte, seppur pervenute dalla e-mail di FONAGE, sono scritte su carta bianca e non intestata e non firmata da alcuno. Quasi a dire che nessuno se ne assume la responsabilità?

Ecco invece le domande a cui dovrebbero dare risposta…

Chi sapeva, perché ha taciuto?

Da quanto sapeva e perché nel mentre non ha mosso un dito?

Ci chiediamo, inoltre, se chi ha rifiutato qualsiasi piano di salvataggio avesse in gioco anche i propri risparmi o se per mere questioni di principio costringerà altri a patirne i grandi sacrifici.

Nel caso di specie, sarebbe stato indubbiamente più “elegante” per chi si onora di guidare lo storico sindacato, informare prima la categoria della particolare coincidenza perché in effetti è poco credibile chi ad ogni consesso urla la propria incrollabile fede nello storico istituto…evitando però di aderirvi.

A queste domande, chi ha governato l’importante istituto, deve dare le necessarie risposte, in assenza delle quali tutto ciò che sarà messo in atto dai neo amministratori, a parer nostro, risulta esser addirittura pretestuoso.

Istituti importanti, quali il nostro fondo pensione, fanno della credibilità la principale caratteristica da presentare “al mercato di riferimento”.

Come si potrà convincere un giovane agente ad entrare con fiducia in quello che un tempo rappresentava il nostro Sancta Santorum dopo i recenti articoli apparsi sulla stampa nazionale e che nessuno ha avuto il coraggio di smentire?

E se i giovani agenti decidessero di non aderirvi, allora a brevissimo saremo costretti non solo a ridiscutere dell’ennesimo piano di salvataggio, ma addirittura della chiusura dello stesso per mancanza di credibilità. E di ciò chi dovremmo ringraziare?

La risposta, cari colleghi, la lasciamo a Voi e nel frattempo non vorremmo che qualcuno, approfittandosi dell’italica abitudine di abusare delle taumaturgiche proprietà del tempo, lasci allo stesso il compito di far dimenticare gli errori compiuti.

Ci spiace, ma ANAPA Rete ImpresAgenzia non lo permetterà e per questo abbiamo formalmente  richiesto a Fonage di avere copia del dossier di 75 pagine scritte dal commissario, perché adesso la nostra categoria è stufa d’esser rappresentata da simpatici imbonitori e illusionisti ed è arrivato il momento della trasparenza e della verità e delle conseguenti “azioni di “responsabilità”.

Ad maiora!

Buona lettura!

Enrico Ulivieri
vice-presidente