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ANAPA | 2 August 2021

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Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 17 del 6/06/2016

Editoriale e rassegna stampa settimanale n. 17 del 6/06/2016
A DIFENDERE LA TACITA PROROGA NEL RAMO DANNI È RIMASTA SOLO ANAPA RETE IMPRESAGENZIA

Care colleghe, cari colleghi,

dal 30 marzo 2016, cioè da quando è stato approvato in Commissione Industria del Senato l’emendamento che vieta la tacita proroga su tutti i rami danni, ad oggi tutte le rappresentanze degli intermediari hanno dichiarato la propria contrarietà all’anzidetto emendamento.

Da allora ad oggi solo Anapa Rete ImpresAgenzia si è impegnata nel rappresentare alle istituzioni la contrarietà degli agenti di assicurazione a tale provvedimento che, se non ritirato ovvero non modificato, avrebbe ricadute negative sulle agenzie, per l’aumento degli oneri gestionali, sugli assicurati, per il venir meno del principio di continuità contrattuale con conseguente aumento del potere contrattuale delle compagnie, e sul mercato, per l’ingessatura che creerebbe il probabile ritorno alle polizze poliennali.

Ci sembra un’evidente forzatura l’estensione di tale misura della Rc auto a tutti i rami danni, in quanto non supportata da elementi oggettivi. Infatti in Italia il resto del ramo danni evidenzia una tasso di concorrenza elevato, in termini di prezzo e condizioni, eccezion fatta per alcune specifiche coperture. Necessiterebbe invece, tale segmento, di vere misure di sostegno pubblico per incentivarne lo sviluppo visto che, anche nel 2015, non è cresciuto oltre il 1,1% e resta ad oggi fortemente sotto dimensionato (poco più di 15 miliardi su un totale complessivo di incassi di poco superiore a 155 miliardi di euro, inferiore anche nel 2015 ai premi incassati nel comparto auto). Lo stesso Ddl concorrenza e la prossima Legge di Stabilità potrebbero essere la grande occasione per un atto in tal senso, visto che Governo e Parlamento sostengono misure strutturali nell’ambito della riforma del welfare.

La Presidenza di Anapa Rete ImpresAgenzia, in collaborazione con Confcommercio di cui è socio qualificato, ha presentato tutte le argomentazioni a sostegno della Tacita Proroga, ovvero della libertà dell’assicurato di decidere se eliminarla o mantenerla; lo abbiamo fatto nei confronti dei singoli parlamentari, nei confronti della Commissione in questione e verso le massime cariche politiche dei Ministeri interessati. A nostro avviso risulterebbe contraddittoria una norma, quale quella del divieto della Tacita Proroga, in un “Ddl Concorrenza” la cui finalità dichiarata è quella di creare una maggiore concorrenza, prevedendo a favore dei singoli operatori strumenti di certezza e di stabilità.

Per un’agenzia, sapere che il valore della propria attività di impresa alla fine di ogni anno si azzera, dà solo la certezza dei costi e l’inutilità degli investimenti.

Inoltre non esistono casi simili in nessun altro ambito economico; infatti per recedere da qualsiasi contratto, sia esso un semplice abbonamento o una fornitura di servizi, è necessario comunicare formalmente la disdetta: nella piena consapevolezza del consumatore e senza che ciò sia a danno della libera concorrenza. Addirittura negli stessi mandati di brokeraggio, visto che la richiesta del divieto di Tacita Proroga è stata avanzata al legislatore da alcuni broker, è prevista la Tacita Proroga con obbligo di disdetta da parte del cliente da sei a due mesi prima della scadenza. Per sapere quale sarà il destino della Tacita proroga, comunque, dovremmo attendere il voto in Aula del Senato previsto entro il 30 giugno.

Purtroppo, durante i diversi incontri istituzionali, abbiamo avuto la fondata sensazione che prima e dopo di noi nessun’altra rappresentanza ha fatto altrettanto. Escludendo la possibilità di averne parlato direttamente con il Primo Ministro, Matteo Renzi, è lecito domandarsi: che ci abbiano ripensato e si siano messi dalla parte di quelle Compagnie a cui farebbe piacere l’eliminazione della Tacita Proroga?

Buona lettura

Massimo Congiu
past-president