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ANAPA | 30 November 2022

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BONUS-MALUS, “ANCHE IL FISCO NELLA RIFORMA”

BONUS-MALUS, “ANCHE IL FISCO NELLA RIFORMA”

Fra le proposte di riforma dell’Rc auto, Anapa Rete ImpresaAgenzia suggerisce che in assenza di incidenti un assicurato si veda ridurre la quota di premio relativa alle imposte.

Anche il fisco potrebbe contribuire a incentivare comportamenti virtuosi da parte degli automobilisti. Lo suggerisce Anapa Rete ImpresaAgenzia nelle proposte di riforma dell’Rc auto inviate all’Ivass in risposta alla “call for papers” lanciata sul tema dall’autorità assicurativa. In particolare, l’Associazione propone che in assenza di incidenti un assicurato si veda ridurre, al momento del rinnovo della polizza Rc auto, la quota di premio relativa alle imposte, attualmente è pari a circa il 30 per cento. Al contrario, se responsabile di uno o più incidenti nel corso dell’anno, l’automobilista subirebbe un maggiore onere fiscale connesso al contratto assicurativo, in aggiunta al peggioramento della classe di merito bonus-malus.

Per motivare il suggerimento, l’Associazione ricorda che “l’attuale sistema di bonus-malus, parametrato ad una frequenza di incidenti stradali superiore a quella effettiva, ha favorito l’addensamento di una maggioranza crescente di consumatori verso le classi migliori”.  La “riforma “Bersani”  del 2007 “ha fatto il resto, con il risultato che nel 2019 ben l’84% degli automobilisti era incluso nella prima classe di merito” e il successivo intervento legislativo sul ‘bonus-malus familiare’ del 2020 “ha ulteriormente sterilizzato il meccanismo premiante”. “Questo contesto – sottolinea il presidente di Anapa, Vincenzo Cirasola – impone di ripensare ad una formula che ne riaffermi la finalità di ‘moral suasion’, scoraggiando pericolosi comportamenti alla guida”.

Sempre in tema di riforma della Rc auto, Anapa propone inoltre di:

  • adottare un sistema bonus-malus la cui numerosità di livelli (classi di merito) sia adeguata alla frequenza registrata dallo specifico settore, in funzione dei dati rilevati annualmente;
  • estendere a 10 anni, ai fini del calcolo del malus, il periodo di osservazione attualmente fissato in 5 anni, tenendo in considerazione anche i sinistri paritari, maggioritari o minoritari, con aumento di una sola classe di merito (anziché due classi come con il malus);
  • collegare l’evoluzione della classe di merito anche alla decurtazione dei punti di patente del conducente di quel mezzo in caso di sinistro stradale. In quell’eventualità con infrazione e decurtazione dei punti, si potrebbe prevedere un malus rafforzato. Ciò potrebbe indurre a comportamenti alla guida più virtuosi, indipendentemente dal proprietario del mezzo;
  • abrogare la classe di merito familiare, o comunque limitarla come per il sistema tedesco;
  • abolizione dell’uso delle classi interne “discrezionali” delle singole compagnie, un meccanismo che ha notevolmente distorto il sistema di BM e la trasparenza del mercato.

Leggi qui l’atricolo…